Gli antichi greci raccontavano tante storie su Perseo, ma certamente quella che amavano di più era quella in cui il figlio di Zeus e Danae riusciva a tagliare la testa a Medusa, la terribile creatura che aveva delle serpi al posto dei capelli e rendeva di pietra gli uomini e gli animali che la guardavano negli occhi. […] È noto lo stratagemma che usò Perseo per avere la meglio su quella creatura mitica: le si avvicinò proteggendosi con uno scudo lucentissimo, che rifletteva le immagini, e in questo modo, guardando la Gorgone attraverso lo specchio, sfuggì all’incantamento e riuscì ad assestare il colpo che le staccò la testa e che subito mise in un sacco, affinché non fosse per lui più un pericolo.
Non era quindi lo sguardo di Medusa capace di rendere di pietra gli esseri viventi, come spesso si racconta, banalizzando il mito: quando guardavano il suo viso gli uomini vedevano qualcosa che li terrorizzava, fino al punto di trasformarli in pietra. Ma cosa vedevano?
Pochi sono gli artisti che hanno rappresentato la Gorgone.
Rubens dipinge una testa senza vita, con gli occhi chiusi, gettata a terra. Caravaggio fa una scelta diversa e dipinge la testa mozzata come l’aveva vista Perseo, ossia riflessa nello scudo. Ma quel viso di drammatica intensità sembra il Bacchino malato, invecchiato di qualche anno, che lo stesso Caravaggio aveva dipinto tre anni prima, rappresentando se stesso. Anche Medusa è un suo autoritratto.
A me affascina questa idea del pittore lombardo. Gli uomini, quando guardano la Gorgone, vedono se stessi e ne rimangono terrorizzati, vedono fino a che punto di malvagità possono giungere, vedono l’orrore che sono capaci di compiere, vedono le atrocità che possono infliggere ai propri simili. Ed è un’immagine capace di paralizzarli. […] Perseo vide se stesso quando rivolse il suo scudo verso Medusa e si salvò non perché l’immagine riflessa fosse meno spaventosa, ma perché non provò stupore, perché evidentemente sapeva già cosa avrebbe visto, sapeva che Medusa avrebbe avuto il suo volto ed era consapevole di quanto terribili potessero essere gli uomini.
E come Perseo, anche noi dobbiamo avere la forza di guardare in faccia il male, pur sapendo che, ancora una volta, sarà il nostro volto ciò che vedremo riflesso in quello scudo lucentissimo.

Crediti
Maria Stella
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