Egon Schiele ⋯
Uscii dall’ultimo spettacolo nelle strade vuote. Lo scheletro
mi passò accanto, tremando, appeso all’asta
di un camion della spazzatura. Grandi berretti gialli
celavano il volto dei netturbini, ma anche così credetti di riconoscerlo:
un vecchio amicoFiglio di Poseidone, grande pugile e re dei Bebricioni. Col suo popolo abbandonò la Tracia per stabilirsi in Bitinia, dove allettando le genti con giochi e pubblici divertimenti, le attirava in una foresta dove le derubava ed uccideva. Amico fu ucciso da Polluce e... Leggi. Eccoci qui!, ripetei a me stesso
duecento volte,
fino a quando il camion non scomparve a una svolta.

Non sapevo dove andare. Per molto tempo
vagai nei dintorni del cinema
alla ricerca di una caffetteria, un bar aperto.
Tutto era chiuso, porte e persiane, ma
la cosa più curiosa era che gli edifici sembravano vuoti, come
se la gente ormai non vivesse più lì. Non avevo niente da fare
tranne girare e ricordare
ma anche la memoria cominciò a venir meno.

Mi immaginai come «L’ultimo Selvaggio» in sella a
una motocicletta bianca, che viaggiava per le strade
di Baia California. Alla mia sinistra il mare, alla mia destra il mare
e al centro la scatola piena di immagini che a poco a poco
svanivano. Alla fine la scatola sarebbe rimasta vuota?
Alla fine la moto se ne sarebbe andata insieme alle nuvole?
Alla fine Baia California e «L’ultimo Selvaggio» si sarebbero fusi
con l’Universo, con il Nulla?

Credetti di riconoscerlo: sotto il berretto giallo da netturbino, un amico
di gioventù. Mai quieto. Mai troppo a lungo nella stessa
condizione. Dei suoi occhi scuri dicevano i poeti: sono come due aquiloni
sospesi sopra la città. Senza dubbio il più coraggioso. E i suoi occhi
simili a due aquiloni neri nella notteDea del fenomeno naturale notte. Per gli Orfici era la dea primigenia che fecondata dal vento, depose l'uovo d'argento dal quale nacque Eros. Per Esiodo la Notte è figlia di Gea e del Caos. Unitasi incestuosamente al fratello Erebo generò: Etere, Thanatos, il Sonno... Leggi nera. Appeso
all’asta del camion lo scheletro danzava con la lettera della nostra
gioventù. Lo scheletro danzava con gli aquiloni e le ombre.

Le strade erano vuote. Avevo freddo e nel mio cervello si susseguivano
le scene di «L’ultimo Selvaggio». Un film d’azione, con il trucco:
le cose succedevano solo apparentemente. Sullo sfondo: una vallata silenziosa,
pietrificata, al riparo dal vento e dalla storia. Le moto, il fuoco
delle mitragliatrici, i sabotaggi, i 300 terroristi uccisi, in realtà
erano fatti di una sostanza più vanescente dei sogniSono i figli di Sonno, essi sono: Morfèo, Fobètore e Fantàso.... Leggi. Bagliore
appena intravisto. Occhio visto e non visto. Fino a quando lo schermo
non divenne bianco, e uscii in strada.

I paraggi del cinema, gli edifici, gli alberi, le cassette delle lettere,
i tombini delle fogne, tutto sembrava più grande di prima
che vedessi il film. I soffitti a cassettoni erano come strade sospese nell’aria.
Ero Nella mitologia greca, sacerdotessa di Artemide a Sesto; innamorata di Leandro, si suicidò quando questi annegò mentre si recava a nuoto da lei attraverso lo stretto dell'Ellesponto Èro e Leandro, (lett.) titolo di un poemetto greco in esametri di Museo (secc. IV-V d.C.). Leandro... Leggi uscito dalla fissità della pellicola per ritrovarmi
in una città di gigantiFigli di Gea, fecondata dal sangue di Urano, che era stato evirato da Crono, spesso confusi o identificati coi Titani. Esseri di straordinaria statura e di forza sovrumana, nemici degli dei, tentarono di dar la scalata all'Olimpo, ma furono colpiti insieme dai fulmini di... Leggi. Per un momento credetti che i volumi e le prospettive
fossero impazziti. Una pazzia naturale. Senza spigoli. Perfino i miei vestiti
avevano subito una mutazione! Tremando, misi le mani
nelle tasche della mia giacchetta nera e cominciai a camminare.

Seguii la scia dei camion della spazzatura senza nessuna certezza
di quello che speravo di trovare. Tutti i viali
confluivano in uno Stadio Pur non avendo nulla a che fare col mito questo termine viene inserito per agevolare coloro che hanno letto frequentemente la parola ma ne ignorano il significato: nell'antica Grecia, lo stadio era un'unità di misura di lunghezza. La sua equivalenza a misure odierne è... Leggi Olimpico di grandezze colossali.
Uno Stadio Olimpico disegnato nel vuoto dell’universo.
Ricordai notti senza stelle, gli occhi di una messicana, un adolescente
a torso nudo ed un coltello. Mi trovo in un posto dove si vede solo
con la punta delle dita, pensai. Qui non c’è nessuno.

Ero andato a vedere «L’ultimo Selvaggio» e uscendo dal cinema
non sapevo dove andare. In qualche modo ero io Figlia di Inaco, primo re di Argo, amata da Zeus e da lui trasformata in vacca. La bella Io, principessa di Argo, fu amata da Zeus che si unì a lei avvolgendola in una fitta caligine. Il fatto non sfuggì alla sospettosa Era che,... Leggi
il personaggio del film e la mia motocicletta nera mi conduceva
direttamente verso l’annientamento. Non più lune che splendevano
sulle vetrine, non più camion della spazzatura, non più
amici scomparsi. Avevo visto la morte copulare col sogno
e adesso ero come rinsecchito.

Crediti
 • Roberto Bolaño •
 • I cani romantici •
  • trad. Francesco Marotta •
 • SchieleArt •   •  •

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