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A dire il vero, quando mi sembrava che fosse in gioco l’ultimo avanzo della mia esistenza perduta, quando si rianimava la mia fierezza, allora non ero più che sfrenata attività, e scoprivo in me l’onnipotenza della disperazione: purché la mia natura appassita, deperita, avesse ripreso un sorso di felicità mi gettavo impetuosamente in mezzo alla folla, parlavo da ispirato, e alle volte sentivo persino spuntarmi negli occhi una lacrima di felicità; o anche quando un pensiero, o l’immagine di un eroe, balzava nella notte della mia anima, sorpreso, me ne rallegravo come se un dio fosse penetrato nel mio regno diseredato; mi sembrava già che un mondo andasse formandosi in me; ma più era stato brusco il risveglio di quelle potenze assopite, più profondamente era la loro ricaduta, e la natura inappagata conosceva un riacutizzarsi di mali.

Crediti
 • Friedrich Schiller •
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