Class Enemy - La recensione


Non volevo fare un film sulla fragilità del sistema scolastico, ho preso spunto da un’esperienza vissuta da studente, analoga a quella del film. Ho raccontato il tentativo di ciascun personaggio di manipolare il dramma altrui per raggiungere uno scopo personale. Un comportamento molto diffuso in politica, anche se il mio non è un film politico.

Si dice che la fine sia nell’inizio, si dice infatti, ma il punto, è essere quell’inizio per essere allo stesso modo immancabilmente nella fine. E il giovane regista sloveno Rok Biček, vincitore della Settimana della Critica a Venezia 2013, al suo esordio con “Class Enemy” riesce a catturare consapevolmente l’attenzione, mettendoci la propria, per sfociare insieme nel silenzio, nessuna musica nei titoli di coda, se ne esce decisamente colpiti, non dalla visione di un film o da un qualche ricordo, ma da un vero e proprio vissuto.

Il tutto è già presente e proviene da un passato, per raccogliersi nel suo svolgimento, in una classe di un liceo 1) Epiteto col quale Zeus (Giove) era adorato ad Argo, perché una volta vi era apparso sotto aspetto di lupo. 2) Epiteto di Apollo, con significato di «liberatore da lupi», o, secondo altri, di «lucente». 3) Nell' antica Grecia, monte dell'Arcadia, conosciuto per il... Leggi sloveno, ma che potrebbe essere benissimo, una qualsiasi classe di un liceo in Europa In Fenicia viveva una bellissima principessa, Europa, figlia di Agenore e di Telefassa. (o di Argiope, secondo Igino). La giovane donna si recava spesso con le sue coetanee, sulle rive del mare per bagnarsi o per intrecciare ghirlande di fiori. Zeus dall'alto la vide... Leggi.

In questo microcosmo sociale, tutto scorre normalmente, tenuto insieme dall’ipocrisia, fin quando non vi giunge un nuovo elemento, il professore di tedesco, che con la sua fermezza, diventa quello specchio che si è sempre evitato e con cui prima o poi si deve fare i conti.

Il regista mai di parte, con maestria, sovrappone schemi predefiniti adolescenziali e filosofia, mai spiccia o di facili risposte.


Studiare non significa sapere. Volere non significa potere.

Con questa frase di Cankar inizia la lezione di tedesco, perché sia chiaro: nulla si può dare per scontato e tutto può essere, per cui, l’animo umano striato di contraddizioni, diventa indefinibile. LocandinaNiente è come crediamo, resta il fenomeno con il brulicare delle più svariate interpretazioni e le conseguenze di queste. Resta il suicidio di una studentessa, dopo un dialogo con il professore, che l’ha messa davanti all’evidenza della sua bravura nel suonare il piano, e della sua indecisione, insicurezza e fragilità.

Ecco allora, che il suicidio diventa presa di posizione, denunciando così la fragilità degli altri e l’ipocrisia di un sistema di cose. L’elaborazione del lutto, dapprima una serie di schermaglie, dove il professore diventa il capro espiatorio, si fa poi, una presa di coscienza e un rendersi effettivamente conto che: “La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.” Thomas Mann, i cui figli, Michael e Klaus, si erano tolti la vita.

Sembra che a salvarci la vita, sia chi ci asseconda, lasciando tutto com’è, e invece, è chi ci scuote e ci infastidisce a restituirci una vita o una morte, ma che almeno sia la propria.

Crediti
Anna Maria Tocchetto

Pinterest
Similari
Stato naturale di libertà
28% Alice MillerPercorsi
La fragilità di un essere umano è condizione preziosa per entrare nel proprio stato naturale di libertà. Da quando nasciamo ci fanno credere il contrario; veniamo educati a generare una forza non reale che è solo rigidità, resistenza alla vita. Cresce con⋯
Ciò che resta
23% AnonimoPoesie
Uno spiraglio nel vuoto, si pensa sia la forza a toglierti tutto ed invece è la fragilità, ciò che toglie e ciò che resta. • Anonimo • • • • • Pinterest •
Quegli ultimi minuti di Breve incontro
22% Schiele ArtWoody Allen
…quegli ultimi minuti di breve incontro… ogni volta che li rivedo le lacrime scorrono sul mio viso, e mi ritrovo in grande imbarazzo una volta che le luci si riaccendono. Quell’ultima scena in cui lei ritorna da suo marito, ed è disperata per aver dov⋯
Ali alle tradizioni
21% Eduardo De FilippoIdeeTeatro
Si dice che nella vita dell’uomo c’è un punto di partenza ed un punto di arrivo, di solito riferiti all’inizio e alla fine di una carriera. Io Figlia di Inaco (o di Iaso o di Pireno), primo re di Argo. La bella Io, principessa di Argo, nonostante fosse sacerdotessa della dea Era, fu impalmata da Zeus che si unì a lei avvolgendola in una fitta caligine. Il fatto non sfuggì alla... Leggi, invece, sono convinto del contrario: il punto di arrivo dell’uomo è il suo arrivo nel mondo, la sua nascita, me⋯
L’essenza dell’uomo è la sua finitezza
21% FilosofiaGiovanni Romano Bacchin
L’essenza dell’uomo è la sua finitezza e la coscienza di essa. La coscienza è sapere che tutto il finito finisce nel proprio finire, che il finire del finito è il suo essere da sempre finito, perché altro non può essere, se non «finito». Il suo essere, da⋯