La vita di Gea

La vita di Gea

C'era che non c'era. C'era una volta che non c'era niente; anteriore al no e allo stesso tempo era il sì e il no. Non esistendo il tempo, un orologio sarebbe subito impazzito, perché non c'era nulla da misurare: né notte o giorno, né silenzio o rumore, né sotto o sopra, né dentro o fuori. E a tutto ciò, fosse quel che fosse, molte migliaia di anni dopo, i greci diedero il nome di “Caos” vale a dir...
Vogliate essere liberi, e lo sarete!

Vogliate essere liberi, e lo sarete!

Conferenze fatte da Michail Bakunin agli operai della valle di St-Imier Cari compagni, vi ho detto la volta scorsa che due grandi avvenimenti storici avevano fondato la potenza della borghesia: la rivoluzione religiosa del sedicesimo secolo, conosciuta col nome di Riforma, e la grande Rivoluzione politica del secolo scorso. Ho aggiunto che, quest’ultima, compiuta certamente tramite la potenza d...
La sfera delle stelle fisse

La sfera delle stelle fisse

Cos'è l'universo? Beh, l'universo è tutto quello che possiamo osservare.Certo che l'universo degli antichi era molto, ma molto più piccolo, molto più casereccio del nostro: c'era la Terra al centro, la Luna, il Sole, i pianeti fissi su delle sfere cristalline che ruotavano intorno alla Terra, e poi, in po' più lontano, c'era la sfera delle stelle fisse. L'universo finiva lì. Oggi il nostro universo si è dilatato parecchio; e si è cominciato a dilatare con Galileo, quando nel 1610, per la prima volta, pensò di puntare al cielo il cannocchiale. Il cannocchiale non l'aveva inventato lui: aveva saputo da dei viaggiatori che certi olandesi avevano uno strumento che, messo davanti agli occhi, faceva vedere vicino le cose lontane; si fece raccontare com'era fatto e se lo costruì. Era uno strumento molto rudimentale: c'era una lente positiva che fungeva da obiettivo, una lente negativa che fungeva da oculare, c'era un sacco di cromatica. Io Figlia di Inaco (o di Iaso o di Pireno), primo re di Argo. La bella Io, principessa di Argo, nonostante fosse sacerdotessa della dea Era, fu impalmata da Zeus che si unì a lei avvolgendola in una fitta caligine. Il fatto non sfuggì alla... ho avuto l'occasione di guardarci dentro quando ero Nella mitologia greca, sacerdotessa di Artemide a Sesto; innamorata di Leandro, si suicidò quando questi annegò mentre si recava a nuoto da lei attraverso lo stretto dell'Ellesponto Èro e Leandro, (lett.) titolo di un poemetto greco in esametri di Museo (secc. IV-V d.C.). Leandro... all'osservatorio Arcetri a Firenze e si vedevano gli oggetti molto irridati, molto confusi, ma malgrado questo, Galileo fece delle scoperte straordinarie: scoprì per esempio che la Luna aveva montagne e pianure come la Terra, non era quell'oggetto celeste straordinario che diceva Aristotole. Scoprì che il Sole aveva delle macchie e queste macchie apparivano e scomparivano e quindi non era quell'oggetto inmutabile che diceva ancora Aristotole. Scoprì le fasi di Venere e i quattro satelliti maggiori di Giove che chiamò, pianeti Medicei - perché i Medici erano i loro sponsor, come si direbbe oggi - e vide che questi pianeti Medicei ruotavano intorno a Giove. E questo rappresentò per lui un vero e proprio modello in miniatura del sistema solare: era la prova tangibile che era la Terra a ruotare intorno al Sole e non viceversa. Quindi sono state tutte scoperte straordinarie fatte con questo modesto strumento. Scoprì inoltre, che quella fascia biancastra chiamata Via LatteaStriscia bianca sfumata, costituita da milioni di stelle: nelle notti serene si presenta come una fascia di nubi luminose. Il mito dice che siffatta bianchezza luminosa è il latte che sgorgò dalle mammelle di Era, allorché allattò Eracle ritrovato da lei in un campo,..., molto probabilmente, doveva il suo nome, all' ammassarsi di un enorme quantità di stelle in quella direzione. Il suo universo, ecco che si era già dilatato: arrivando alla via Lattea.Oggi, siamo in grado di ricostruire direttamente, dalle osservazioni, com'è evoluto l'universo in qualche frazione di secondo, dall'inizio dell'espansione, fino a questo momento; ma non sappiamo, se l'universo sia poi iniziato effettivamente, cioè, se è cominciato da un punto o se sia sempre esistito, infinito nel tempo e nello spazio. Non lo sappiamo, eppure siamo riusciti a ricostruire come si è evoluto a partire da tredici miliardi e settecento milioni di anni fa fino ad oggi.Quali sono le osservazioni che ci hanno permesso di ricostruire la storia dell'universo? Beh, le prime osservazioni d'importanza cosmologica sono avvenute fra gli anni 1920 e 1930, in gran parte ad opera di un astro-fisico americano che si chiamava Edwin Hubble, e che diede il nome, al telescopio spaziale ancora oggi in orbita. Hubble, fece una serie di osservazioni per rispondere a due quesiti. All'inizio del novecento, nel 1920, non si sapeva ancora se la nostra Via Lattea abbracciasse tutto l'universo o se fosse una struttura limitata; non si sapeva che cos'erano le nebulose. Le osservazioni che si facevano allora al telescopio - e c'era già un grande telescopio, il telescopio di Monte Wilson di due metri e mezzo di diametro, in California, che è rimasto il più grande telescopio del mondo fino a 1948, quando poi è entrato in funzione il telescopio di cinque metri di Monte Palomar - permisero di sapere, che oltre alle stelle che appaiono come dei puntolini luminosi, c'erano le nebulose, cioè, delle nubi di colore biancastro, indistinto, alcune di forme irregolari, altre più regolare. E che cos'erano queste nebulose? Erano delle nubi di gas? Come quelle che vediamo in vicinanza del sole, come la nebulosa di OrioneFiglio di Euriale e Posidone, cacciatore gigantesco che fu trasformato in costellazione. Küentzle (Roscher, Myth. Lex. III col. 1018) riporta diverse vecchie ipotesi: 1) Proposta già dagli antichi, che il nome sia collegabile col verbo οὐρεῖν, nel significato di "orinare"; in questo caso, però,...? O erano delle galassie come la Via Lattea? Non si aveva la minima idea di cosa fossero, e per rispondere a questa domanda, Hubble cominciò a fare una serie sistematica di osservazioni degli spettri delle nebulose.Cosa sono gli spettri? Spettro vuol dire, disperdere la luce bianca di una stella o di una nebulosa, di una galassia, nelle sue componenti monocromatiche dal rosso al violetto. Se queste nebulose erano delle nubi di gas, avrebbero avuto lo spettro caratteristico dei gas, che è uno spettro fatti di tanti emissioni a lunghezza d'onde ben definite. Per esempio, se era un miscuglio di gas di sodio e calcio, ci saranno delle righe gialle e delle righe violette e verdi; se invece era un miscuglio di stelle e nubi, avremmo visto uno spettro continuo, una striscia colorata dal rosso al violetto.Quindi Hubble per capire quale era la natura delle nebulose, cominciò a fare questa serie di osservazioni sistematiche di spettri di nebulose e trovò che effettivamente quelle angolarmente più estese e di forma irregolare erano delle nubi di gas e quelle, invece, angolarmente più piccole e che avevano delle forme regolari, ellittiche, sferiche o addirittura delle belle braccia a spirale, erano ammassi di stelle e di nubi, cioè, in tutto simili alla nostra Via Lattea.E, come spesso succede nella scienza, si cerca una cosa e se ne trova un'altra; quindi, oltre ad avere risposto a queste due domande: la nostra Via Lattea non abbraccia tutto l'universo, ma ci sono tante galassie separate l'una dall'altra e le galassie sono famiglie di stelle e nubi come la nostra, trovò un'altra sorpresa, e cioè, che tutte queste nebulose, sembravano allontanarsi da noi a velocità crescente con la distanza. Avevano delle velocità enormi, alcune si muovevano a diecimila, a cinquantamila, a centomila chilometri al secondo - al secondo non all'ora - velocità enorme che tant'è vero Hubble, sospettò ci fosse sotto qualcosa che non quadrava e parlò di velocità apparenti; in realtà, si capì, che tutte queste galassie si stavano allontanando da noi, e quindi si pensò che fosse l'effetto d'una evoluzione dell'universo e si cominciò a parlare della grande esplosione e della fuga delle galassie. E ancora oggi, quando si sente dire del Big Bang e della fuga delle galassie, si pensa che ci sia stata un'esplosione, un grande botto iniziale che ha scaraventato le galassie in tutte le direzioni. Ora, questo è assolutamente un modo di dire ingannevole: le cose non stanno affatto così.Quello che noi osserviamo è che l'universo, lo spazio in cui sono immerse queste galassie, sta continuamente allargandosi; quindi, non sono le galassie che fuggono, è lo spazio che ampliandosi, le trascina in questo suo moto.Faccio un esempio molto terra terra, un esempio gastronomico: l'universo, è come la pasta di un dolce che lievita, se in questa pasta sono immerse delle noccioline, via via che la pasta si gonfia, sotto l'azione del lievito, tutte le noccioline si allontanano l'una dall'altra; ma non sono le noccioline che fuggono è la pasta che lievita, e le porta con sé. Lo stesso vale per l'universo, per cui, si cominciò a pensare che questo, agli inizi, fosse una massa molto piccola, e facendo il cammino a ritroso con le galassie, si arrivava all'espansione, che doveva essere cominciata qualcosa, come dieci miliardi di anni fa. Da questa osservazione, si cominciò a parlare, appunto, dell'origine come un punto ad altissima temperatura e densità, che aveva cominciato a dilatarsi. E da questa osservazione, nacquero due modelli, ossia il tentativo di spiegare l'universo, in due modi differenti. Quello più immediato era, appunto, di pensare, che l'universo fosse evolutivo, e che iniziò da un punto, di dimensioni paragonabili a quelle di una particella elementare, dove vi si concentrava tutta la materia che noi osserviamo oggi: stelle, galassie, e poi, lo spazio avrebbe cominciato a espandersi, dando così origine all'universo. Questa idea però, che l'universo fosse iniziato da un punto, non convinse molti astronomi, faceva pensare un po' al fiat lux della bibbia, e allora un gruppo di scienziati proposero un modello alternativo, quello dell'universo stazionario.L'ipotesi, era che l'energia d'espansione, dilatando l'universo, si trasformasse in energia di creazione della materia, quindi, più l'universo si espandeva, più materia si creava, e la densità dell'universo restava costante. Non era un'idea poi, tanto strana, perché già dalla relatività di Einstein, - la teoria della relatività proposta nel 1915 - era stata mostrata l'equivalenza tra massa ed energia, quindi si poteva benissimo pensare che l'energia d'espansione si potesse tramutare in creazione di materia. Quindi, in un caso abbiamo l'universo evolutivo iniziato dal Big Bang, dall'altro, l'universo stazionario. Quali tra questi due modelli rappresentava meglio l'universo reale? Si crearono proprio due partiti tra gli astro-fisici, e si può dire che erano l'un contro l'altro armati, come i tifosi della Lazio e della Roma. Nel frattempo, si pensava a quale tipo di osservazione fosse indicata, per stabilire quale fosse, il modello d'universo che spiegava meglio la realtà di fatto.Una proposta fu fatta da un fisico russo-americano, George Gamow, il quale disse che, se effettivamente l'universo fosse iniziato da un punto ad altissima temperatura e densità, oggi noi dovremmo trovare le tracce di questa fase iniziale, perché un corpo ad altissima temperatura emette soprattutto radiazioni di altissima energia, come i raggi gamma e i raggi x, ed espandendo doveva raffreddarsi e dopo una decina di miliardi di anni, quale si pensava allora l'età dell'universo - si era nel 1948 - la temperatura, calcolava Gamow, doveva essere scesa a dei valori di circa cinque, sei, dieci gradi assoluti. Cosa vuol dire gradi assoluti? Lo zero assoluto, cioè che più basso non si può andare, corrisponde a -273 gradi centigradi.Quindi Gamow calcolava che l'universo doveva avere una temperatura dell'ordine di -260 gradi centigradi, in grosso modo. Un corpo così freddo emette, soprattutto, lunghezze d'onda millimetriche e centimetriche, cioè quelle che oggi si chiamano le micro-onde. Quindi Gamow suggeriva che se davvero l'universo era stato originato da una fase estremamente calda e densa, oggi doveva essere riempito di radiazione a millimetri, centimetri di lunghezza d'onda. Si era nel '48, allora non c'erano strumenti abbastanza sensibili per poter verificare questo suggerimento.Nel 1965, quindi 17 anni dopo, due ingegneri della Bell Telephone Company, che stavano cercando di capire quali erano i rumori che disturbavano le trasmissioni a micro-onde verso i satelliti artificiali e dai satelliti artificiali alla Terra, facendo una serie di osservazioni, trovarono che c'erano vari fastidi. Un tipo di questi, era dovuto all'emissione della nostra stessa atmosfera: l'alta atmosfera ha una temperatura di circa 100 gradi centigradi e quindi dava luogo a un rumore indistinto, rumore vuole dire come quello quando si alza troppo il volume della radio; un'altro tipo di rumore era dovuto all'attività umana, alle radio, alle televisioni, e poi, c'era un rumore indistinto che copriva uniformemente tutto il cielo e che non capivano cosa potesse essere. Pubblicarono la notizia, e questa fu letta da degli astronomi dell'osservatorio di Princeton, in New Jersey, i quali erano a conoscenza delle predizioni di Gamow e stavano proprio costruendo uno strumento per cercare di rivelare la radiazione prevista da Gamow. Capirono che questi due ingegneri l'avevano scoperta, quindi furono proprio bruciati sul tempo e questa fu la prova definitiva che il nostro universo risponde a un universo evolutivo, perché un universo stazionario, che non è mai passato attraverso una fase ad altissima temperatura e densità, non è in grado di spiegare l'esistenza di questa radiazione. Radiazione che poi è stata chiamata anche la radiazione fossile, perché è proprio un fossile dell'universo primordiale. E cosa ci dice appunto questa radiazione fossile? Intanto indica che questo rumore, uniforme per tutto il cielo, corrisponde a una temperatura di 3 gradi assoluti, cioè -270 gradi centigradi, quindi più o meno un po' più di quello che aveva previsto Gamow, insomma siamo lì. E le prime osservazioni fatte da questi due ingegneri erano osservazioni molto disturbate dalla presenza dell'atmosfera, della nostra, che anch'essa emette un rumore a quelle lunghezze d'onda. E quindi per osservare meglio questa radiazione fossile fu costruita apposta un satellite chiamato COBE, Cosmic Background Explorer, cioè Esploratore della Radiazione Cosmica, che fu lanciata alla fine degli anni '80, e mostrò che effettivamente c'era questa radiazione diffusa che corrispondeva a una temperatura di 3 gradi assoluti. Però vide anche che non era perfettamente uniforme, ma che c'erano delle zone un po' più dense e più calde e delle zone un po' meno dense e meno calde. Più dense e più calde... Più calde che cosa vuol dire? La temperatura media era di 2,7 gradi assoluti, ma le zone più calde e quelle più fredde erano più calde o più fredde di appena qualche centomillesimo di grado. Era una quantità minima, però sufficiente per capire che le zone più calde e più dense erano i semi da cui poi, si sarebbero formate le galassie e le grandi famiglie di galassie chiamate ammassi. Questa osservazione è quella che definitivamente mise al tappeto l'ipotesi dell'universo stazionario. Nel 1900, alla fine degli anni '80, avevamo la prova certa che il nostro universo è un universo evolutivo. Sono state fatte altre osservazioni più raffinate: una da un pallone stratosferico, chiamato boomerang, da un gruppo internazionale di ricercatori, di cui il primo ricercatore era un ricercatore della Sapienza di Roma, Paolo de Bernardis; poi, sono state fatte altre osservazioni con un altro satellite della NASA, WMAP. C'era in costruzione un altro satellite chiamato Plank, dell'agenzia europea; tutti allo scopo di vedere più in dettaglio quest'immagine dell'universo primordiale. Cosa ci dicono queste immagini? Sono proprio la fotografia dell'universo bambino, dell'universo che oggi possiamo dire che aveva un'età di 400000 anni circa, cioè che l'espansione dell'universo era cominciato da circa 400000 anni. Poi vedremo perché. Intanto, oggi vediamo direttamente, a partire da quest' immagine dell'universo alla sua nascita, queste macchie più calde, queste zone più fredde - le macchie più calde rappresentano le future galassie- l'universo fino ad oggi, sfruttando quella specie di macchina del tempo che è la velocità della luce, perché gli astronomi hanno la fortuna di potere guardare indietro nel tempo, anche perché, tutte le informazioni che noi abbiamo, ci sono portate dalla luce e la luce viaggia a 300000 chilometri al secondo, che è una velocità enorme ma finita. Ora, quando dico che guardo una galassia a due milioni di anni luce, e la vedo come era due milioni di anni fa, quando guardo una galassia a due miliardi di anni luce, la guardo come era due miliardi di anni fa. La galassia più lontana che è stata osservata con il telescopio spaziale si trova a tredici miliardi di anni luce, quindi io la vedo come era tredici miliardi di anni fa. Queste osservazioni dell'universo bambino risalgono a tredici miliardi e seicento milioni di anni fa. Quindi, noi vediamo direttamente come è evoluto l'universo da quattrocento mila anni fino ad oggi. Perché quattrocento mila anni? Come era l'universo prima di quattrocento mila anni? Perché non lo vediamo direttamente?Intanto possiamo dire questo: noi sappiamo che oggi la temperatura media dell'universo è di 2,7 gradi assoluti. Sappiamo quale è la densità media, la possiamo misurare da una stima statistica del contenuto dell'universo, cioè delle galassie e degli ammassi delle galassie e si trova circa a un millesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo della densità dell'acqua. Conoscendo questi due dati possiamo ricostruire come è cambiata la temperatura e la densità nel passato, quando la scala dell'universo era più piccola. Parlo di scala, non di raggio, perché non sappiamo se l'universo è finito o infinito, quindi per scala intendo la distanza fra due, per esempio, due ammassi di galassie qualsiasi. Nel passato questi ammassi erano più vicini e noi sappiamo che la densità cresce con l'inverso della scala al cubo, la temperatura cresce con l'inverso della scala. Quindi siamo in grado di calcolare temperatura e densità nel passato, a qualsiasi epoca.Temperatura e densità sono quelle che definiscono le proprietà fisiche della materia; quindi possiamo trovare che quando l'espansione dello spazio era cominciata, diciamo da qualche frazione di secondo, la temperatura era di miliardi di miliardi di miliardi di gradi; la densità di miliardi di miliardi di miliardi di volte la densità dell'acqua. Poi, espandendo, questi valori sono diminuiti e arrivò un momento in cui la temperatura e la densità raggiunsero valori dell'ordine di tremila gradi e la densità molto più bassa. A tremila gradi succede qualcosa: fra pochi secondi e quattrocento mila anni l'universo attraversa varie fasi.All'inizio dell'espansione - appunto ripeto, noi sappiamo se è iniziato o no l'universo, sappiamo che a un certo momento è iniziata l'espansione - con queste densità enormi e temperature enormi, l'unico stato possibile della materia era quello di una zuppa di particelle elementari, le più elementari possibili che sono gli elettroni, i neutrini, i quark che sono i costituenti dei protoni e neutroni, che sono particelle che formano il nucleo degli atomi. L'universo espande, la temperatura diminuisce e da queste particelle elementari cominciano a formarsi particelle non più elementari come i protoni e i neutroni che contengono ciascuno tre quark. La temperatura diminuisce ancora: quando sono passati qualcosa fra circa tre minuti dall'inizio dell'espansione, la temperatura è scesa a un valore dell'ordine di un miliardo di gradi; la densità è circa quella dell'acqua. In queste condizioni, protoni e neutroni possono combinarsi, unirsi, dando luogo alle prime reazioni nucleari. Un protone e un neutrone danno luogo alla formazione di un nucleo di idrogeno pesante, quello che si chiama anche deuterio; due protoni e un neutrone danno luogo a un nucleo di elio3; due protoni e due neutroni danno luogo a un nucleo di elio4. Elio3 e elio4, sono due forme in cui compare l'elio Dio greco del sole, nato da Iperione e Eurifaessa. ... Elio, tu figlia di Zeus, Musa Calliope, canta: il dio luminoso, che al figlio di Gea e di Uranio stellato Eurifaessa generò: si congiunse infatti Iperione con Eurifaessa, sua gloriosa sorella... (XXXI Inno omerico... nell'universo: l'elio3 molto meno abbondante; l'elio4 è la parte più abbondante. Prima dei tre minuti la temperatura è troppo alta. Temperatura troppo alta, cosa vuol dire? Vuol dire che le particelle si agitano freneticamente e gli urti, urtandosi freneticamente, distruggerebbero qualsiasi nucleo più complesso di un protone. Quindi, prima di tre minuti niente si può formare di più complesso di un protone. Poi la temperatura è seguita a diminuire e dopo circa otto minuti, si calcola, che la temperatura è diventata troppo bassa perché possano avere luogo altre reazioni nucleari. Perché una reazione nucleare possa avere luogo bisogna che le temperature siano abbastanza alte, perché più protoni, cioè particelle aventi la stessa carica positiva che tendono a respingersi vengano conficcate insieme a formare nuclei più complessi. Quindi, fra tre e otto minuti avvengono queste reazioni nucleari: formazione di idrogeno pesante, di elio e di litio. Poi la temperatura e seguita a diminuire e quando arriviamo a 400000 anni, ecco che succede un altro cambiamento. Prima di 400000 anni, la temperatura è sempre abbastanza alta perché i gas siano ionizzati. Cosa vuol dire gas ionizzato? I nuclei positivi, i protoni e le particelle alfa, cioè i nuclei di elio sono separati dagli elettroni che hanno carica negativa. Quindi, noi abbiamo un miscuglio di gas formato di particelle cariche positivamente e cariche negativamente, separate. Un gas così si chiama ionizzato. Ora un gas ionizzato è completamente opaco alla radiazione, cioè noi possiamo visualizzare la situazione in questo modo: i fotoni, quelle particelle di luce, si muovono freneticamente in questo gas ionizzato, ma avanti e indietro, a zig zag, come rimbalzando da una particella all'altra senza potere procedere; quindi si muovono freneticamente a caso ma restano sempre nello stesso posto; e quindi, questa luce, questi fotoni non possono arrivare fino a noi, quindi noi non potremmo mai vedere direttamente come era fatto questo universo primordiale. Ma quando sono passati, circa, 400000 anni e la temperatura è diventata più bassa di tre mila gradi, il gas diventa neutro, cioè i protoni catturano un elettrone e abbiamo un atomo neutro, le particelle alfa catturano due elettroni e abbiamo l'elio neutro; un gas neutro è trasparente alla radiazione.Ed ecco che la radiazione può arrivare liberamente fino a noi. Quindi a 400000 anni c'è questo muro di luce che ci impedisce di vedere direttamente come era fatto l'universo prima, però da 400000 anni, dall'inizio dell'espansione in poi, noi possiamo vedere direttamente come era fatto l'universo e quindi visivamente avere una successione di immagini che ci fanno vedere l'universo a varie epoche nel passato. Ecco, questo è quello che rappresenta l'evoluzione dell'universo. Ora, dopo 400000 anni dall'inizio dell'evoluzione, noi abbiamo un universo che è fatto esclusivamente di idrogeno, di idrogeno pesante, elio nelle due forme - elio3, elio4 - e litio. E tutti gli altri elementi? Quelli che conosciamo noi? Noi sappiamo che sulla Terra ci sono degli elementi dall'idrogeno all'uranio, tutto quello che conosciamo intorno a noi, noi stessi, conteniamo questi 92 elementi. Dove si sono formati questi elementi? Noi sappiamo, per esempio, anche osservando le stelle della nostra Via Lattea, della nostra galassia, che le stelle più vecchie, quelle stelle che si sono formate dieci miliardi di anni fa sono più povere di elementi pesanti delle stelle più giovani. Per elementi pesanti, intendiamo quelli più pesanti d'idrogeno ed elio, cioè l'ossigeno, il carbonio, il magnesio, il ferro, tutti gli altri elementi. Sappiamo anche che la galassia più lontana, quella a tredici miliardi di anni luce, osservata dal telescopio Hubble, contiene elementi pesanti, sono un po' meno abbondanti che nel nostro sole, che nella nostra Via Lattea, però gli elementi pesanti ci sono, ci sono tutti, perché dall'analisi dello spettro possiamo fare un'analisi chimica quantitativa.E allora, dove si sono formati questi elementi? Evidentemente si devono essere formati fra i quattrocento mila anni, dall'inizio dell'espansione, e i settecento milioni di anni, epoca in cui noi osserviamo la galassia più lontana. Settecento milioni di anni dall'inizio dell'espansione, perché ricordo che questa galassia ha tredici miliardi di anni luce, che dalle nostre misure l'età dell'universo e tredici miliardi e settecento milioni di anni, quindi questa galassia si era già formata settecento milioni di anni dall'inizio dell'espansione; quindi, in questo intervallo si devono essere formati tutti gli altri elementi. E dove si formano gli altri elementi? Questi elementi si formano in seguito a reazioni nucleari.Le reazioni nucleari, come ho detto prima, hanno bisogno di alte temperature, cioè che le particelle abbiano altissime velocità perché più protoni positivi possano compenetrarsi a formare nuclei pesanti. Il luogo in cui queste reazioni nucleari avvengono sono le parti centrali delle stelle. Sono le stelle che fabbricano, nel loro interno, tutti gli elementi e sono le reazioni nucleari che avvengono nell'interno delle stelle quelle che le fanno brillare, che producono energia, e le fa brillare per milioni o miliardi di anni. Quindi, vuol dire che fra quattrocento mila anni e settecento milioni di anni si devono essere formate le prime stelle. Noi non le abbiamo ancora osservate direttamente: sono troppo deboli, troppo lontane, però ci sono degli indizi, sia pure molto incerti, per ora e forse il prossimo, il successore del telescopio spaziale riuscirà a risolvere il problema, ci sono degli indizi che le prime stelle si siano formate fra trecento o duecento milioni di anni, dall'inizio dell'espansione.E queste stelle, ci sono delle stelle molto più grandi del Sole, che hanno una massa cinquanta, cento volte la massa del Sole che alla fine della loro vita danno luogo a tutta una serie accelerata di reazioni nucleari, nel corso delle quali, producono tutti gli elementi che noi osserviamo sulla Terra. E la produzione di energia è tale e tutta concentrata nel giro dell'ultima mezz'ora della loro vita, vita che dura milioni di anni, che queste stelle non riescono a dissiparla tranquillamente nello spazio come fa il nostro Sole, che pure al suo interno, ha delle reazioni nucleari, trasformando l'idrogeno in elio, producendo energia e tanta ne produce tanta ne irraggia dalla superficie, che è quella che illumina la Terra e il sistema solare; ma queste altre stelle, ne producono tanta e in modo così accelerato che a un certo momento esplodono. È il fenomeno della supernova, fenomeno che osserviamo abbastanza raro, ma che osserviamo frequentemente nelle varie galassie; per esempio, l'ultima supernova osservabile addirittura a occhio nudo è esplosa nella grande nube di Magellano, che è una galassia satellite della nostra che si trova circa a duecento mila anni luce da noi e questa esplosione avvenne nel febbraio del 1987, quindi è stato un grosso evento. Ora, queste supernove sono quelle che producono tutti gli elementi pesanti e esplodendo li sparpaglia nel mezzo interstellare e vanno ad arricchire quello stesso mezzo da cui, poi, si formano nuove stelle, con i loro pianeti, anche noi siamo fatti di materia che è stata costruita nell'interno delle stelle.Tutti gli elementi che formano il nostro corpo come il ferro del nostro sangue, il calcio delle nostre ossaMessaggera di Zeus, è il dàimon della Voce che si diffonde nell'esercito acheo, per chiamarlo all'assemblea; Hom. Il. 2, 93-94. In Hom. Od. 1, 282-283 (minusc. nelle nostre edizioni) è la Ossa "che viene da Zeus e dà la gloria agli uomini", mentre in..., sono stati costruiti nell'interno di queste stelle. Oggi, così, capiamo anche, quale è l'origine degli elementi e questa produzione dei primi elementi pesanti che sono avvenute, quando l'universo era a metà, quando, diciamo, l'espansione era cominciata da trecento o quattrocento milioni di anni. Infatti osserviamo, che questo arricchimento degli elementi pesanti, deve essere stato molto rapido nei primi miliardi di vita dell'universo. Per esempio, nella nostra galassia vediamo che le stelle più vecchie, che hanno dieci, undici miliardi di anni sono più poveri di elementi pesanti del nostro Sole.Il Sole ha cinque miliardi di anni, però le stelle, anche loro sia quelle di cinque miliardi di anni e quelle di formazione più recente che risalgono a mezzo milione di anni fa, hanno praticamente la stessa composizione chimica. Questo vuol dire, che c'è stato un rapido arricchimento di elementi pesanti nei primi miliardi di vita dell'universo e poi è andato gradualmente diminuendo; cioè nei primi miliardi di vita dell'universo c'è stata una produzione accelerata di queste grandi stelle che sono esplose come supernove e hanno arricchito l'universo di elementi pesanti.Per cui, oggi, ci rendiamo anche conto che noi siamo il prodotto dell'evoluzione dell'universo, perché se non ci fossero state le grandi stelle che hanno prodotto tutti questi elementi, che hanno permesso la formazione di pianeti non ci saremmo nemmeno noi. Siamo un prodotto dell'evoluzione dell'universo che però ha la capacità di osservare ed interpretare l'universo. Ecco, questo è quello che sappiamo oggi sull'evoluzione. Ma il grosso problema è, se è veramente cominciato l'universo da un volume estremamente piccolo, che dovrebbe avere delle dimensioni, secondo la fisica quantistica, non inferiore a dieci alla meno trentatré centimetri, che vuol dire un milionesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di centimetro, oppure questo universo è sempre esistito, è infinito nel tempo e nello spazio. E quello che noi chiamiamo inizio è solo l'inizio dell'espansione? Non lo sappiamo. E, perché è cominciata l'espansione? Per esempio, se l'universo è infinito, un infinito estremamente denso e caldo, a un certo momento è cominciato ad espandere, a raffreddarsi, quale energia ha prodotto l'espansione? Anche questo non lo sappiamo. Si fanno dei modelli, dei tentativi per cercare di capire, delle analogie, direi piuttosto. Un'analogia che si fa è che l'universo possa essere in qualche modo analogo ad un atomo. Un atomo che cos'è? Un atomo... Prendiamo l'atomo d'idrogeno: l'atomo d'idrogeno ha un nucleo positivo, un protone, e un elettrone negativo. In condizioni di riposo, diciamo, stazionario, l'elettrone si trova nelle condizioni di minima energia, ma io posso dare energia a questo atomo, sia bombardandolo con delle particelle, sia facendolo assorbire delle radiazioni che portano l'elettrone dallo stato di minima energia a uno stato di energia più alta, cioè lo stato eccitato, e da questo, un elettrone riscende sempre allo stato fondamentale, rimettendo l'energia che aveva assorbita. Non sappiamo quando questo accade, si sa solo che c'è la probabilità che l'elettrone riscenda nello stato fondamentale. Quando questo succederà, rimetterà l'energia che aveva assorbita.Si fa, appunto, l'analogia dell'universo con l'atomo, è un po' azzardata, però, appunto, tanto per cercare di capire cosa possa essere successo, se questo universo potrebbe aver ricevuto dell'energia, non sappiamo da dove, ne sappiamo quale, portandolo in uno stato eccitato e a un certo momento ridiscendendo nello stato fondamentale, rimettendo così, l'energia assorbita, energia che da luogo all'espansione. Questo è il quadro dell'universo che abbiamo, e sembra abbastanza chiaro, abbastanza soddisfacente; soprattutto pensare che lo vediamo direttamente da 400000 anni dall'inizio fino ad oggi, questo ci riempie di soddisfazioni. Però ci sono dei grossi punti neri, proprio neri, e cioè, da qualche decina d'anni abbiamo scoperto che la materia che noi vediamo, cioè la materia che emette una qualsiasi forma di radiazione elettromagnetica - raggi gamma, raggi x, luce, onde radio - rappresenta meno del 5% della materia presente nell'universo. Questo come l'abbiamo scoperto? Per esempio, misurando la massa della Via Lattea, la nostra galassia. Come si può fare a misurare la massa? Intanto, il modo più semplice è di fare un censimento delle stelle presenti nella galassia: si vanno a contare, si conosce quello che è la massa media di una stella, si sa che quelle di massa piccola sono più abbondanti di quelle di massa grande, quindi, si fa una media pesata e si trova una certa massa. Però, c'è anche un altro modo: si può anche misurare i moti degli oggetti più periferici. Per esempio, ci sono delle nubi di monossido di carbonio che ruotano intorno al centro della Via Lattea a una distanza di circa 50000 anni luce dal centro.Il fatto è che questi nubi ruotano stando in orbita intorno al centro della galassia ci dice che c'è equilibrio fra la forza centrifuga, che tenderebbe a farle fuggire lungo l'orbita, e la forza di gravitazione, che invece tenderebbe a farle cadere al centro della galassia. Un po' come i pianeti stanno in orbita intorno al sole, perché c'è l'equilibrio tra queste due forze, da cui si può ricavare la massa totale della galassia; e si trova che questa massa è circa dieci volte più grande di quella ottenuta andando a fare il conteggio delle stelle. Quindi la massa gravitazionale, cioè quella derivata grazie alla legge di gravità è dieci volte superiore alla massa visibile; il ché vuol dire che c'è una gran quantità di materia che si fa sentire tramite la sua forza di attrazione gravitazionale ma che non emette nessun tipo di radiazione elettromagnetica.Questo discorso vale anche per le altre galassie, vale per gli amassi di galassie - gli amassi di galassie che sono grandi famiglie di galassie composte da un migliaio di galassie o più - si può contare le singole galassie oppure si può derivare la massa dai moti delle galassie. Anche qui si trova che c'è questo grande eccesso di materia oscura, per cui sappiamo che il 95% della materia presente nell'universo, è materia oscura che non emette nessun tipo di radiazione elettromagnetica: si fa sentire per la sua forza di attrazione gravitazionale, ma non sappiamo che cosa sia. Probabilmente si pensa che siano particelle elementari che erano presenti nell'universo primordiale che non abbiamo ancora scoperto, ma, oltre alla materia oscura, da una decina d'anni, anche meno, si è fatta un'altra scoperta: si pensava che l'espansione dell'universo fosse decelerata, perché la stessa materia presente nell'universo esercita una forza di attrazione gravitazionale, quindi, questa doveva rallentare. Misure più precise della velocità di espansione hanno mostrato che in realtà l'espansione è accelerata, cioè è come un'energia che si opponesse all'energia gravitazionale, quindi oggi, abbiamo capito tanto dell'evoluzione dell'universo, sappiamo che cosa sono le stelle, conosciamo come si formano, come evolvono, come muoiono, però ci troviamo con questi due grossi interrogativi: che cos'è la materia e l'energia oscura? E poi, abbiamo ancora un grossissimo interrogativo. Abbiamo scoperto anche negli spazi interstellari, dove la densità è estremamente bassa - e in quelle nubi del mezzo interstellare dove la densità è un po' più alta, ma si tratta sempre di qualche migliaio di atomi per centimetro cubo, e qualche migliaio di atomi per centimetro cubo vuol dire, vuol dire densità miliardi di miliardi di volte più bassa della densità dell'acqua – che in queste regioni si trovano anche molecole complesse, molecole organiche, dunque se queste non siano i mattoni da cui nasce la vita. Quindi ci domandiamo, com'è che dalle molecole inorganiche più complesse, si arrivi agli esseri viventi più semplici? Abbiamo ancora questo grosso interrogativo, il gap fra la materia inanimata più complessa e la materia vivente più semplice.Oggi sappiamo anche, che nell'universo ci sono molti pianeti: da dieci anni a questa parte abbiamo scoperto più di duecento pianeti extra-solari, cioè pianeti in orbita intorno ad altre stelle e i pianeti sono fondamentali per lo sbocciare della vita, perché la vita non può certo sorgere sulle stelle dove, anche le più fredde, hanno temperature superficiali di due mila gradi e a quelle temperature anche le molecole più semplici verrebbero dissociate; come pure, non può certo sorgere negli spazi interstellari, dove le densità sono estremamente basse, soggette alle radiazioni ultravioletta delle stelle che dissocerebbero le molecole. Allora, l'unico luogo in cui può sbocciare la vita resta il pianeta e oggi sappiamo che ce ne sono molti. Per ora abbiamo scoperto solo pianeti grossi come Giove, inadatti alla vita, orbitanti molto vicino alla loro stella, ma questo dipende dal modo in cui li osserviamo; potremmo osservarli in maniera indiretta, ma i metodi di cui possiamo disporre oggi non sono adatti, non ci permettono, di scoprire pianeti piccoli come la Terra e circa a una distanza dalla loro stella come quella della Terra dal Sole, una distanza che permetta una temperatura, né troppo alta né troppo bassa, tale da permettere di avere un elemento liquido come l'acqua, che si ritiene fondamentale per la vita.Si sta già pensando alla costruzione di un enorme telescopio, ed è proprio l'osservatorio europeo per emisfero australe che sta progettando un mega-telescopio, fra cinquanta e cento metri di diametro, proprio allo scopo di vedere, di riuscire a osservare direttamente dei pianeti terrestri, cioè simili alla Terra. Di questi pianeti terrestri per ora se ne è scoperto solo uno: è un pianeta terrestre nel senso che è roccioso e probabilmente con un nucleo di ferro, perché ha una densità una volta e mezza di quella della Terra e che orbita intorno a una stella molto più debole del Sole, però si calcola che abbia una temperatura di circa, una quarantina di gradi centigradi, cioè tale da permettere un elemento liquido. Un pianeta terrestre su cui la vita potrebbe anche sbocciare, e che si trova a venti anni luce dalla Terra; qualcuno ha detto che se la Terra non sarà più abitabile si potrà sempre andare là, però venti anni luce, cosa vuol dire? Vuol dire che noi potremmo viaggiare a un centesimo della velocità della luce e quindi impiegheremmo duecento mila anni, dunque, dovremmo immaginare delle astronavi che permettano a generazioni e generazioni di esseri umani, di vivere e riprodursi su questa astronave, per arrivare in un luogo forse più inospitale del nostro pianeta, allora… teniamoci cara la Terra. Grazie.
La scrittura delle donne

La scrittura delle donne

Héléne Cixous rilegge il saggio di Freud sulla "Testa di Medusa " per rivendicare il potere dell'écriture feminine , della scrittura femminile. Da terrificante e mostruosa, Medusa Una delle Gorgoni, l'unica mortale delle tre, figlia delle divinità marine Forco e Cheto. Era in origine una bella fanciulla, ma le sue chiome vennero tramutate in serpenti da Atena che volle punirla per essersi concessa a Poseidone in uno dei templi dedicati alla... si trasforma in una figura sorridente e sovversiva in grado di destabilizzare la cultura patriarcale. Parlerò della scrittura delle donne, di ciò che farà. Bisogna che la donna scriva se stessa: che la donna scriv...