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Inizialmente e nella sua determinazione classica, la menzogna non è l’errore. Si può essere nell’errore, ci si può ingannare, è possibile anche dire il falso senza cercare di ingannare e quindi senza mentire. È vero che le esperienze della menzogna, dell’inganno e dell’ingannarsi si inscrivono tutte sotto le categorie dello pseudologico. Pseudos, in greco, può significare la menzogna così come la falsità, l’astuzia o l’errore, l’inganno, la frode così come l’invenzione poetica, moltiplicando i malintesi su ciò che un malinteso può voler dire.
[…] È necessario proprio confessarlo, affrontando la conclusione, nulla e nessuno potrà mai provare, appunto, ciò che si chiama in senso proprio provare, nel senso stretto del sapere, della dimostrazione teorica e del giudizio determinante, l’esistenza e la necessità di una simile storia in quanto storia, della menzogna, e della menzogna come tale, […] perché la menzogna non può diventare un oggetto di sapere teorico. […] Si può dunque dire solamente quello che, al di là del sapere, potrebbe o dovrebbe essere la storia della menzogna – se ne esiste una.

Crediti
 • Jacques Derrida •
 • Breve storia della menzogna •
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