Emmanuel Lévinas

Ogni volta unica, la fine del mondo

 ⋯ Ogni volta unica, la fine del mondo è un’opera singolare di Derrida, si fa fatica a includerla nella sua produzione filosofica, perché a tratti assume i toni del diario intimo, dell’aneddoto biografico. Il testo ci invita a una lettura che sia piana, pacata e ⋯

Posture

 ⋯ A vent’anni dalla morte di Gilles Deleuze (4 novembre 1995), nottetempo rende omaggio al grande filosofo francese ripubblicando uno dei suoi ultimi saggi, “L’esausto“. Se il testo è dedicato fin dal titolo alle posture dei personaggi di Samuel Beckett, allude anche all’esperienza ⋯

II «lasciar-essere»

Jean Michele Basquiat ⋯
Non solo il pensiero dell’essere non è violenza etica, ma sembra che senza di esso, nessuna etica – nel senso di Levinas – possa aprirsi. Il pensiero – o almeno la pre-comprensione – dell’essere, condiziona (in un modo suo, che esclude ogni condizionalità ontica: ⋯

L’ostilità manifesta l’ospitalità

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«Il chiudere la porta, l’inospitalità, la guerra, l’allergia, implicano già, come loro possibilità, l’ospitalità offerta o ricevuta: una dichiarazione di pace originale, più precisamente: pre-originaria». L’ospitalità dunque non ha nell’ostilità il suo contrario: gli stessi episodi di rigetto o intolleranza ricadono sotto la categoria ⋯

Sexistenza

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Esiste l’amore in tutta la sterminata estensione del termine, l’amore senza confini, l’amore per l’umanità, il mondo, la musica, il mare o la montagna, la poesia o la filosofia, che è essa stessa amore della sapienza. Non è così? Quest’ultima, a sua volta, consisterebbe ⋯

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