Raggi X

Egon Schiele ⋯
Se osserviamo ai raggi X la casa del paziente
vedremo i fantasmi dei libri sugli scaffali silenziosi
o accatastati nel corridoio o su comodini e tavoli.
Vedremo anche un taccuino con disegni, linee e frecce
che divergono e si intersecano: sono i viaggi in ⋯

Pioggia

Egon Schiele ⋯
Piove e tu dici è come se le nuvole
piangessero. Poi ti copri la bocca e affretti
il passo. Come se queste squallide nuvole piangessero?
Impossibile. Ma allora, da dove questa rabbia,
questa disperazione che ci condurrà tutti al diavolo?
La natura nasconde alcuni ⋯

Il lungo inverno

⋯ Akira Zakamoto ⋯ ⋯

La greca

Egon Schiele ⋯
Vedemmo una donna bruna costruire la scogliera.
Non più di un secondo, come trafitta dal sole. Come
le palpebre ferite del dio, il bambino premeditato
della nostra spiaggia infinita. La greca, la greca,
ripetevano le puttane del Mediterraneo, la brezza
Magistrale: quella che si ⋯

I crepuscoli di Barcellona

Egon Schiele ⋯
Che dire dei crepuscoli annegati di Barcellona. Ricordi
il quadro di Rusiñol Erik Satie nel suo studio? Così
sono i crepuscoli magnetici di Barcellona, come gli occhi e
i capelli di Satie, come le mani di Satie e come la simpatia
di Rusiñol. Crepuscoli ⋯

Entrare per impararti

⋯ Ian Tweed ⋯
Lasciami entrare nel tuo intimo alfabeto
per conoscerlo con il proprio nome
e attraverso le tue lettere parlare di quello che rimane
e anche di aurore e di nebbie.
Lasciami entrare per impararti
e girare nell’orbita delle tue voci
parlandoti di quello che mi ⋯

Le infermiere

Egon Schiele ⋯
Infermiere a frotte prendono la strada di casa. Protetto
dai miei occhiali neri le osservo andare e ritornare.
Loro sono protette dal crepuscolo.
Una scia di infermiere e una scia di scorpioni.
Vanno e vengono.
Alle sette di sera? Alle otto
di sera?
A ⋯

Palingenesi

Egon Schiele ⋯
Stavo conversando con Archibald MacLeish nel bar «Los Marinos»
di Barceloneta quando la vidi apparire, una statua di gesso
che si muoveva faticosamente sopra il selciato. Anche il mio interlocutore
la vide, e mandò un inserviente a invitarla. Per alcuni minuti
non disse una ⋯

Versi di Juán Ramón

Egon Schiele ⋯
Malconcio in un bar che poteva essere la mia vittoria, oppure no,
come un mandriano messicano dai sottili baffi neri
e un vestito di panno con ricami d’argento, condannai
senza ulteriori ripensamenti la pena della lingua spagnola. Non c’è
poeta più grande di Juan ⋯

Godzilla in Messico

Egon Schiele ⋯
Ascolta quello che ti dico, figlio mio: le bombe cadevano
su Città del Messico
ma nessuno sembrava rendersene conto.
L’aria diffuse il veleno attraverso
le strade e le finestre aperte.
Tu avevi appena mangiato e stavi vedendo alla tele
i cartoni animati.
Io leggevo ⋯

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