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Nello stato di normalità non ci si guarda intorno: tutto, intorno, si presenta come normale – privo della eccitazione e dell’emozione degli anni di emergenza. L’uomo tende a addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. È allora che va creato artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.

Crediti
 • Pier Paolo Pasolini •
 • egon pin •  •  •  •
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