Si suppone che una certa parola, scelta dall’autore, come per comodità diciamo, abbia il senso che quel tal signore abbia voluto. Insensatezza più insensata non potrebbe darsi. Se qualcuno avesse voluto mettere un qualsiasi senso in una parola, quel senso non ci sarebbe affatto. Che idea, che le parole abbiano un senso! Che fantasticaggine, che si possano rendere significanti! Per riassumere in modo elementare la questione, direi che le parole hanno tutti i sensi meno quell’unico che eventualmente qualcuno abbia cercato di «mettervi». A questo punto, sarà chiaro che non solo l’esistenza dell’autore è improbabile, ma positivamente dannosa, teoricamente un impaccio, un puro e semplice residuo tolemaico. Le parole non sono antropocentriche, nessuno le «scrive», non «vogliono dire» nulla, non hanno nulla da dire. Come l’universo, sono inutili.

Crediti
Giorgio Manganelli
Pinocchio: un libro parallelo
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