Realismo e idealismo, copertina di Elaine Lustig e Scott Lindberg
La più grande differenza tra il realista e l’idealista è che l’idealista pensa e che il realista conosce. Per il realista, pensare è soltanto ordinare delle conoscenze o riflettere sul loro contenuto; giammai avrebbe l’idea di fare del pensiero il punto di partenza della sua riflessione, perché nessun pensiero è per lui possibile se non vi siano dapprima delle conoscenze. Ora l’idealista, per il fatto che va dal pensiero alle cose, non può sapere se ciò da cui parte corrisponde o no a un oggetto; quando domanda al realista come raggiungere l’oggetto partendo dal pensiero, quest’ultimo dovrà rispondere che non si può, e che quella è la ragione essenziale per non essere idealista; perché il realismo parte dalla conoscenza, cioè a dire da un atto dell’intelletto che essenzialmente consiste nello scegliere un oggetto.

Il problema del giudizio di esistenza si riduce a descrivere l’atto complesso per il quale l’uomo apprende l’esistenza che il suo intelletto concepisce, ma non percepisce, e che la sua sensibilità percepisce, ma non concepisce.

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