Archivi mensili:Settembre 2020

Non sembra affatto una persona malata

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Ho appena visto Nietzsche. Era disteso sul divano, come un pensatore che è stanco e sta continuando a riflettere su un problema cui si è dedicato a lungo.
Non riuscivo a guardarlo negli occhi, anche se li alzava ripetutamente guardando alla sua destra, ⋯

Si trasformò in fiume per amore

Egon Schiele ⋯ Alfeo era quel giovane dai capelli corti e dal dorso nervoso che un giorno si trasformò in fiume per amore. Era un cacciatore che un giorno decise di farsi natura. Fu l’unico amante che, al divenire acqua dell’amata, accettò di essere acqua lui stesso, ⋯

Lo Zen più accessibile

Egon Schiele ⋯
Le opere di Daisetz Teitaro Suzuki sullo Zen sono da annoverare tra i più alti contributi del secolo allo studio del Buddhismo attuale, così come lo stesso Zen rappresenta il frutto migliore germogliato dall’albero le cui radici sono raccolte nel Canone Pali. Non possiamo ⋯

L’individualità non è qui chiusura

Stefano Grassi ⋯
Il corpo giapponese si spinge sino all’estremo della propria individualità, ma questa individualità non può essere compresa nel senso occidentale: essa è depurata di ogni isteria, non cerca di fare dell’individuo un corpo originale, distinto dagli altri corpi, vinto da questa febbre promozionale che ⋯

L’occhio mutevole

Egon Schiele ⋯ L’occhio vede solo ciò che la mente è preparata a comprendere. ⋯

Sono qui in visita

Mario Biazzi ⋯ Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido e bello, colmo di stupore. E sedetti accanto a lui sulla panca, e dissi: “Perché sei qui?“. E lui mi rivolse uno sguardo attonito e disse: “È  ⋯

Furibonda tempesta

Egon Schiele ⋯
Un dolore causato da una persona amata può essere amaro, anche quando si inserisce in mezzo a preoccupazioni, occupazioni, gioie che non abbiano per oggetto quell’essere e da cui la nostra attenzione solo di tanto il tanto si distoglie per tornare a lui, ma ⋯

L’ora di ricevimento

 ⋯ Cara signorina Arendt questa sera devo tornare a farmi vivo con lei e a parlare al suo cuore. Tutto tra di noi deve essere schietto, limpido e puro. Soltanto così saremo degni di aver avuto la possibilità di incontrarci. Il fatto che lei sia ⋯

Fenomeno fondamentalmente collettivo

Egon Schiele ⋯
L’istinto è un fenomeno fondamentalmente collettivo, vale a dire universale, la cui manifestazione è regolare, e che non ha niente a che vedere con l’individualità. Gli archetipi hanno questa qualità in comune con l’istinto e sono anch’essi fenomeni collettivi. ⋯

Le inafferrabilità del tempo e del colore

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Sergio Cerchi lavora in ciò che può essere definito “quadrantismo“, uno stile unico in cui la superficie pittorica-piuttosto che l’oggetto raffigurato ,è fratturata, moltiplicata e interpretata con differente illuminazione e gradazione tonale. Spesso i suoi dipinti si compongono in ombreggiature di tonalità ⋯

Gli inganni

Egon Schiele ⋯ Le donne sono ingannate dai loro amanti, come i principi dai ministri, giacché si illudono di regnare su di loro. ⋯

Essere soli nel mondo

 ⋯ Nel profondo di ogni essere umano vive ancora l’ansia per la possibilità di essere soli nel mondo, dimenticato da Dio, trascurato tra milioni e milioni in questa enorme famiglia. Si mantiene questa ansia a distanza guardando i tanti round su chi gli sono legati ⋯

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