In un mondo saturato di immagini e di messaggi veicolati dal potere mediatico, la figura del venditore di fumo ha smesso di essere un’eccezione per diventare la regola aurea della comunicazione istituzionale. Non si vendono più semplicemente aspirine o automobili, ma visioni apocalittiche e ⋯
Il dogma della transizione ecologica
In un mondo saturato di immagini e di messaggi veicolati dal potere mediatico, la figura del venditore di fumo ha smesso di essere un’eccezione per diventare la regola aurea della comunicazione istituzionale. Non si vendono più semplicemente aspirine o automobili, ma visioni apocalittiche e ⋯

Pensavo a come le distanze non siano mai davvero chilometriche, ma fatte di strati di pelle e di silenzi accumulati negli angoli delle stanze che abbiamo abitato senza mai guardarci davvero. Ero seduta su una panchina gelata, con l’odore acre di eucalipto che mi ⋯
Il respiro si fa lento, la guardia si abbassa e il corpo si arrende al vuoto della carta in un momento di inaspettata tenerezza. In questa pagina del 1912, Schiele mette a tacere il grido dell’Espressionismo più violento per sussurrare la fragilità di una ⋯
Vivere a Palermo negli anni Ottanta significava abitare una città in stato di assedio permanente, dove la bellezza dei monumenti barocchi faceva da contrappunto all’odore acre della polvere da sparo. Per chi, come me, aveva scelto di indagare le viscere di Cosa Nostra, ⋯
C’era una volta il ragionier Bianchi, di Varese. Era un rappresentante di commercio e sei giorni su sette girava l’Italia intera, vendendo medicinali, o forse spazzole, o magari sogni in scatola. La sua bambina non riusciva a dormire senza una storia, e così ogni ⋯
La questione della violenza umana e dell’apparente ineluttabilità del conflitto bellico rappresenta, per chiunque abbia a cuore le sorti della civiltà, un interrogativo tanto urgente quanto angosciante. In un’epoca segnata dall’ascesa di ideologie nazionaliste e dal perfezionamento tecnologico degli strumenti di distruzione, la riflessione ⋯
La matita incide il foglio con la rapidità di un impulso elettrico, trasformando un gesto di esposizione intima in una profonda riflessione sulla solitudine. In questo studio del 1911, Schiele spoglia la scena di ogni orpello cromatico per affidarsi alla sola potenza del segno ⋯

Roma mi appariva, in quelle prime sere di novembre, come un immenso accampamento di rovine e di speranze tradite, una città dove il tempo sembrava scorrere secondo un ritmo diverso da quello che avevo conosciuto altrove, rallentato e vischioso come l’aria dei suoi vicoli. ⋯

Una geometria di membra e silenzi si snoda sul foglio bianco, dove la giovinezza viene colta in quella fase di transizione sospesa tra l’autodifesa e l’esposizione. In questo studio del 1911, Schiele abbandona ogni residuo di decorativismo per concentrarsi su un’architettura di nervi e ⋯
Il cammino dello spirito libero è una traversata solitaria nei deserti dell’anima, un distacco necessario dalle catene del presente e dalle lusinghe del gregge. Nel 1878, mi sentivo come un viandante che aveva abbandonato la sicurezza delle valli per inerpicarsi sulle vette gelide ⋯
La mia stanza era un osservatorio privilegiato sopra l’immensa distesa di tegole e di camini che fumavano nel grigio del cielo torinese, un rifugio dove i sogni di giustizia sociale si scontravano quotidianamente con la nuda realtà di una fame che non concedeva tregua. ⋯
Erigendo la negazione delle classi a modo di vita e, da qui, a presupposto della lotta di classe, il movimento di azione diretta approda a una serie di vicoli ciechi: il capitale come dominio e come simbolo, la questione insolubile della propria estensione, il ⋯
L’occhio di Schiele penetra tra le mura della clinica ginecologica del dottor Erwin von Graff, sostituendo la sacralità della maternità con la cruda verità del reperto anatomico. In questo studio, la figura femminile non è una madre da celebrare, ma un corpo che subisce ⋯
