A cosa siamo esposti?
A cosa siamo esposti? Tutto ci dice che si tratta della morte. È questo che ci viene mostrato, che ci dipinge: ecco, siete sulla soglia della morte. Lo slancio della scena non la dispone a un movimento ascendente, ma a una pesante caduta, un doppio lembo di panneggio che ricade in punte severe, doppia freccia, becco o indice puntato sui piedi nudi della morta, la cui veste, a sua volta, stoffa della stessa tinta, ricade verso il suolo, sotto la lettiga, il misero letto. Cade anche la luce. In questa stanza, la fonte luminosa è esclusa dalla vista, mentre la sua direzione, o la sua faticosa traiettoria nella penombra, fornisce tutto lo schema o tutto il ritmo di ciò che accade: che passa, che si perde nell’ombra o direttamente per terra, ai nostri piedi, e ciò che è rischiarato è l’oscurità stessa, ciò che è presentato è l’eclissarsi, lo slanciarsi, il sottrarsi. Questa pittura dipinge la soglia dell’esistenza. In queste condizioni, dipingere non significa rappresentare, ma semplicemente mettere in luce il piano, la consistenza e il colore della soglia.

 
Crediti
 • Jean-Luc Nancy
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