Dedalo e Pasifae in un affresco della Casa dei Vetti - Pompei
Un giorno la regina Pasifae, parlando con alcune amiche, disse: Francamente del sesso non m’importa nulla. Fosse per me, ne farei a meno.
Non l’avesse mai detto: Afrodite, punta sul vivo, la trasformò in una ninfomane e da quel giorno la poverina non ebbe più pace: insoddisfatta delle prestazioni sessuali di suo marito, cominciò a tradirlo un pò con tutti[…].
Nel frattempo, però, a Creta il re Minosse, marito di Pasifae, l’aveva fatta grossa: aveva promesso a Poseidone, nel giorno della sua festa, di sacrificargli il più bel toro dell’isola, e il Dio, per metterlo alla prova, gliene fece arrivare uno dal mare, bellissimo, tutto bianco, che di notte luccicava come se dentro avesse avuto una luce. Vista l’eccezionalità dell’animale, Minosse non se la sentì di ucciderlo, e affinché Poseidone non se ne accorgesse, lo nascose nei giardini del palazzo reale. Aveva fatto i conti, però, senza i bollori della moglie, la quale, vuoi per le maledizioni di Afrodite, vuoi per quelle di Poseidone, finì con l’innamorarsene.
Il primo incontro tra la bella e la bestia, diciamo la verità, non fu eccezionale, anche perché, se era vero che a Pasifae piaceva il toro, non era altrettanto vero il contrario. Amareggiata dal rifiuto, la regina chiese allora aiuto a Dedalo, l’architetto di casa reale, e il grande artista le costruì una vacca di legno, completa di corna, pelliccia e zoccoli, entro la quale la regina avrebbe potuto comodamente posizionarsi[…].
Nove mesi dopo nacque il Minotauro, ovvero: “Un’ibrida forma, un frutto mostruoso, in cui si univano due nature di uomo e di toro.

Crediti
 • Plutarco di Cheronea •
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