Sitting girl Sitzendes Madchen
Non si addiceva certo al mio ruolo incoraggiare risa di scherno a bordo della mia nave. Si aggiunga, inoltre, che conoscevo poco i miei ufficiali. A causa di alcuni avvenimenti di nessuna importanza particolare, tranne che per me, mi era stato assegnato il comando della nave soltanto da una quindicina di giorni. Né sapevo molto del resto dell’equipaggio. Tutti quegli uomini erano insieme da diciotto mesi o giù di lì, e la mia posizione era quella dell’unico estraneo a bordo. Ne ho fatto cenno perché la circostanza ha il suo peso su quanto segue. Ma ciò che sentivo di più era il fatto di essere estraneo alla nave; e se devo dire tutta la verità, ero, in certo qual modo, estraneo persino a me stesso. Essendo io il più giovane a bordo (se si eccettua il secondo ufficiale), e ancora senza il collaudo di una posizione di grande responsabilità, ero propenso ad accettare come scontata la competenza degli altri. Dovevano semplicemente essere all’altezza del compito; ma, in quanto a me, mi chiedevo se mi sarei mostrato degno di quel concetto ideale della propria personalità che ogni uomo formula nel suo intimo.

Crediti
 • Joseph Conrad •
 • Il compagno segreto •
 • SchieleArt •  Sitting girl Sitzendes Madchen • 1914 •

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