Il desiderio gradualmente passivo
Non solo cattivo, ma proprio nulla sono riuscito a diventare: né cattivo, né buono, né furfante, né onesto, né eroe, né insetto. E ora vegeto nel mio cantuccio, punzecchiandomi con la maligna e perfettamente vana consolazione che l’uomo intelligente non può diventare seriamente qualcosa, ma diventa qualcosa soltanto lo sciocco.
Ma ecco, proprio in questa fredda, disgustosa mezza disperazione e mezza fede, in questo cosciente seppellirsi vivo per il dolore, nel sottosuolo per quarant’anni, in questa situazione senza via d”uscita, forzatamente costruita e tuttavia in parte sospetta, in tutto questo veleno di desideri frustrati, interiorizzati, in tutta questa febbre di tentennamenti, di decisioni prese per l’eternità e di pentimenti che sopravvengono un attimo dopo – qui si racchiude il succo di quello strano piacere di cui ho parlato. È così sottile, talvolta così sfuggente alla coscienza, che gli uomini appena un po” limitati o addirittura semplicemente gli uomini dai nervi saldi non ci capiranno assolutamente nulla.
Perché per cominciare ad agire bisogna che si sia preventivamente del tutto tranquilli, e che non resti più alcun dubbio. Ma io, per esempio, come posso tranquillizzarmi? Dove sono per me le cause prime a cui appoggiarmi, dove le fondamenta? Dove andrò a prenderle? Mi esercito nella riflessione, e di conseguenza per me ogni causa prima se ne trascina dietro un’altra, ancora precedente, e così via all’infinito. Proprio questa è l’essenza di ogni coscienza e di ogni riflessione. Quindi siamo daccapo alle leggi di natura.
In definitiva, signori: meglio non far nulla! Meglio una consapevole inerzia! E così, evviva il sottosuolo! Anche se ho detto che invidio l’uomo normale fino a un rancore bilioso, non vorrei esser nei suoi panni, date le condizioni in cui lo vedo (anche se non smetterò comunque di invidiarlo). No, no, il sottosuolo è in ogni caso più vantaggioso! Lì almeno si può…
Diamine! Ma anche adesso sto mentendo! Mento perché lo so come due più due fa quattro, che non è meglio il sottosuolo, ma qualcosa di diverso, completamente diverso, che io bramo, ma che non riuscirò mai a trovare! Al diavolo il sottosuolo!

Crediti
 Fëdor Dostoevskij
 Memorie dal sottosuolo
 SchieleArt •   • 

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