Alla ricerca dell'invisibileNon sono uno scrittore perché la scrittura, così come la pratico io, l’infimo piccolo lavoro che faccio ogni mattina, non è un momento eretto su un piedistallo e che si tiene in piedi a partire dal proprio prestigio. Non ho affatto l’impressione e neppure l’intenzione di fare un’opera. Ho il progetto di dire delle cose.

E non sono neanche un interprete. Voglio dire che non cerco di far apparire cose assolutamente sepolte, celate, dimenticate da secoli o da millenni, né di ritrovare dietro ciò che è stato detto da altri un segreto che volevano nascondere. Non cerco di scoprire un altro senso dissimulato nelle cose o nei discorsi. No, cerco semplicemente di far apparire ciò che è immediatamente presente e allo stesso tempo invisibile. Il mio progetto di discorso è il progetto di un presbite. Vorrei far apparire ciò che è troppo vicino al nostro sguardo perché possiamo vederlo, ciò che sta là, vicinissimo a noi, ma attraverso cui guardiamo per vedere un’altra cosa. Restituire una densità a quell’atmosfera che, tutt’intorno a noi, ci garantisce di vedere le cose lontano da noi, restituire densità e spessore a ciò che non sentiamo come trasparenza: questo è uno dei progetti, dei temi costanti in me. Come pure riuscire a delineare, disegnare, designare quella specie di punto cieco a partire dal quale parliamo e vediamo, riuscire a riafferrare ciò che rende possibile lo sguardo lontano, a definire la prossimità che intorno a noi orienta il campo generale del nostro sguardo e del nostro sapere. Afferrare quell’invisibilità, quell’invisibile del troppo visibile, quella lontananza di ciò che è troppo vicino, quella familiarità sconosciuta è per me l’operazione importante del mio linguaggio e del mio discorso.

Crediti
 Michel Foucault
 Il bel rischio
  Conversazione con Claude Bonnefoy
 Pinterest • Gustave Doré  • The Dore Gallery of Bible Illustrations




Quotes per Michel Foucault

No, no, non sono dove mi cercate, ma qui da dove vi guardo ridendo.

Il discorso filosofico, non pretende di sapere, né, pretendendo di sapere, cerca di persuadere l'altro che non sa. Al contrario, esso non smette mai di mettersi alla prova a ogni istante, sia presso colui che lo pronuncia sia presso colui al quale si rivolge.

Considerate che quel che è produttivo non è sedentario ma nomade; non immaginate che si debba essere tristi per essere militanti, anche se quello che si combatte è abominevole. È il legame del desiderio con la realtà a possedere una forza rivoluzionaria.

Scrivere per non morire, o forse anche parlare per non morire, probabilmente è una mansione vecchia quanto la parola. Le decisioni più mortali, inevitabilmente, vengono tenute in sospeso per tutto il tempo almeno del loro racconto. Il discorso, si sa, ha il potere di trattenere la freccia già scoccata, in una contrazione del tempo che è il suo spazio specifico…

Secondo sant'Agostino, il celebre gesto di Adamo che si copre il sesso con una foglia di fico non si spiega con il semplice fatto che Adamo provava vergogna della presenza del sesso, ma con il fatto che le sue parti si agitavano senza il suo consenso. Il sesso in erezione è l'immagine dell'uomo in rivolta contro Dio. L'arroganza del sesso è il castigo e la conseguenza dell'arroganza dell'uomo. Il sesso incontrollato dell'uomo rispecchia ciò che fu Adamo nei confronti di Dio: un ribelle.