Alleviare le proprie sofferenze
[…] Nietzsche si domanda che cosa sia il delinquente, dopo tutto. È un cumulo di malattie, un groviglio di serpi, poiché un individuo di questo genere è realmente una persona che patisce sofferenze e torture tremende, ed è per questa ragione che commette un crimine; nessuno fa soffrire gli altri, a meno che non soffra in prima persona. Di norma solo le persone che soffrono o che sono torturate fanno soffrire e torturano gli altri: facendo del male agli altri, tentano di alleviare le proprie sofferenze, in modo da sentire che il dolore non si trova soltanto dentro di loro. Vedete, è come se fossimo segretamente minacciati dall’invisibile presenza del criminale che vive in noi, e così desideriamo che qualcuno commetta un delitto, consentendoci di dire: Ah, grazie a Dio eccolo lì, il criminale, eccolo lì, il male. Ciò in qualche modo spiega perché amiamo i racconti gialli e i minuziosi articoli di cronaca nera che appaiono sui giornali; sapere dove si trova il male risveglia in noi un interesse enorme. Esclamiamo:

Che mostro! e trangugiamo con ingordigia cose di questo genere, perché ne siamo assetati e affamati. Ne siamo affascinati perché dentro di noi dimora un istinto criminale insaziabile. Tutta la nostra rispettabile comunità si fa dunque sempre più inquieta: se non succede nulla, tutti iniziano a guardarsi l’un l’altro con timore e odio. Sei tu quello che ci allevierà tutti? Sono io? Sarò io a mettere in moto il tutto? Sono io quello che ucciderà? Poi ecco che giunge la notizia: qualcuno ha commesso un omicidio.
Grazie al cielo!

Vedete, un assassino è una specie di capro espiatorio della comunità.

Crediti
 • Carl Gustav Jung •
 • Lo Zarathustra di Nietzsche •
 • SchieleArt •   •  •

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