Il neoliberismo non è un destino inevitabile, ma un progetto politico ed economico che può essere contrastato e superato. Negli ultimi decenni, ha imposto una visione del mondo in cui il mercato è sovrano, lo Stato si ritira dai servizi essenziali e la persona è ridotta a consumatore o lavoratore precario. Tuttavia, questa ideologia ha prodotto crescente disuguaglianza, instabilità sociale, esclusione di massa e crisi ecologica. L’alternativa non è un semplice ritorno allo stato sociale del Novecento, ma la costruzione di un nuovo modello fondato sulla solidarietà, l’equità e la sostenibilità ecologica. Richiede un patto sociale globale che riconosca i diritti umani fondamentali come inviolabili, indipendentemente dal reddito o dalla nazionalità. Deve includere la democratizzazione dell’economia, la riforma del sistema finanziario, la promozione dei beni comuni e la transizione ecologica giusta.
Il neoliberismo ha colonizzato anche il linguaggio: parliamo di efficienza, competitività, merito, ma mai di dignità, cura o responsabilità collettiva. Ha trasformato la politica in gestione tecnica e la democrazia in spettacolo. Per uscirne, serve una controffensiva culturale. Dobbiamo rieducare alla cittadinanza, insegnare che il bene comune esiste e vale più del profitto individuale. Esistono già esperienze alternative: economia civile, cooperative, monete complementari, agricoltura biologica. Ma hanno bisogno di spazio politico, protezione legislativa e sostegno pubblico.
Serve una riforma costituzionale che ponga al centro la sostenibilità e la giustizia intergenerazionale. E serve un’Europa che non sia solo mercato, ma progetto di pace, benessere e democrazia economica. L’alternativa al neoliberismo non è utopia: è necessità. È urgente ripensare il nostro modo di vivere e organizzare la società in nome dell’umanità intera, non del capitale finanziario.
Nel nome dell'umanità Riccardo Petrella denuncia il fallimento del modello economico globale che sacrifica diritti fondamentali sull'altare del mercato. L'autore propone un'alternativa basata sui beni comuni, sostenendo che acqua, salute, istruzione e conoscenza debbano essere universalmente accessibili. Critica le istituzioni finanziarie internazionali e il neoliberismo, chiamando a una rinascita della democrazia economica e della cittadinanza globale. Il libro è un appello etico e politico per ripensare lo sviluppo in chiave sostenibile, giusta e inclusiva, mettendo al centro la dignità umana e la responsabilità collettiva verso le generazioni future.
Il libro Nel nome dell'umanità di Riccardo Petrella è stato pubblicato in Italia nel gennaio del 2006
SchieleArt • Nudo alla collana disfatta •
Il mercato come chiave della libertà ⋯
Il libero mercato è la chiave per la libertà, poiché minimizza il controllo statale e massimizza l'innovazione
Milton Friedman Capitalismo e libertà
Economia, Liberalismo, Saggistica
Il valore della lotta e della gioia ⋯
Nel nostro viaggio verso la divinità, dobbiamo riconoscere il valore della collaborazione e della condivisione nelle nostre lotte comuni e nelle nostre gioie.
Yuval Noah Harari Homo Deus: Breve storia del futuro
Saggistica, Sociologia, Studi sul futuro
La libertà minacciata dal conflitto ⋯
La democrazia capitalista prospera solo con la libertà, ma crolla sotto la pressione di classi in conflitto
Milton Friedman Capitalismo e libertà
Neoliberismo, Economia, Scienza politica
Rivoluzione pacifica ⋯
È necessario superare il modello neoliberista attraverso un nuovo patto sociale globale basato sulla solidarietà e l'equità. Non si tratta di aggiustamenti marginali, ma di una rivoluzione pacifica nei valori e nelle istituzioni che ci governano.
Riccardo Petrella Nel nome dell'umanità
Politica, Economia, Sociologia
La giustizia che perde la sua anima ⋯
L'IA nel diritto è un'alleata ambigua: senza norme chiare, il potere sfugge ai cittadini, e la giustizia perde la sua anima umana.
Mark Coeckelbergh Filosofia politica dell'intelligenza artificiale: un'introduzione
Filosofia politica, Etica dell'IA, Diritto
Il grande tabù di Stefano Zamagni
Stefano Zamagni denuncia il vuoto morale alla base dell’economia contemporanea, dove il mercato domina senza freni etici. Il libro propone un’economia civile come alternativa concreta al neoliberismo: un sistema in cui le relazioni umane, la gratuità e la responsabilità sociale sono elementi costitutivi. L’autore mostra come modelli cooperativi, imprese sociali e forme di mutualismo possano generare ricchezza senza distruggere la coesione sociale. Per Zamagni, il vero sviluppo non è accumulo, ma crescita della dignità umana. Un’opera fondamentale per immaginare un’economia che abbia cura delle persone e del pianeta.
Senza lasciare traccia di Federico Chicchi
Federico Chicchi analizza il neoliberismo come un regime di potere che dissolve le identità collettive e trasforma ogni aspetto della vita in merce. Il libro evidenzia come il lavoro precario, la gig economy e la digitalizzazione intensifichino lo sfruttamento rendendolo invisibile. L’autore critica la narrazione del merito e del libero mercato, mostrando come producano ingiustizia strutturale. Propone invece una resistenza culturale e politica basata sulla ricostruzione del legame sociale, sulla difesa dello Stato sociale e sulla democratizzazione dell’economia.
Linee d’ombra di Alessandro Baricco
In questo saggio profetico, Alessandro Baricco descrive la transizione tra due epoche: quella moderna, fondata su gerarchie, specializzazione e controllo, e quella contemporanea, fluida, caotica e digitale. Sebbene non critichi esplicitamente il neoliberismo, Baricco coglie il disagio culturale di una società in cui i vecchi riferimenti scompaiono senza essere sostituiti da nuovi valori. Il libro diventa un utile specchio per comprendere il vuoto simbolico che il neoliberismo ha amplificato, aprendo la strada a populismi e ansia collettiva. Una riflessione indispensabile sul cambiamento epocale in atto.

























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