Amore oggettuale
Tutto ciò che, per ciascuno di noi costituisce la realtà, la realtà di cui non si può non tener conto, la realtà della portinaia, la realtà dell’amico, la realtà del vicino, la realtà del fatto che voi siete qui ad ascoltarmi, sa Dio perché poi: tutto questo è fantasma. È questo oggetto a ad affascinarli, a permettere loro ciò che Freud oppone all’amore narcisistico sotto la forma dell’amore oggettuale, tranne che ciò di cui si tratta non è il partner, l’altro sessuato, ma un fantasma. Evidentemente è assai grave, ma non ci si può fare niente.
Ma c’è qualche cosa di cui vorrei dare testimonianza. In questo posto [che occupo e dove] auguro che finisca di consumarsi la mia vita, in questo posto che avrò occupato, continuerà a palpitare dopo di me, come un resto, un’interrogazione innocente, se così posso dire, ma anche scandalosa: tra questi uomini, questi vicini, amabili o importuni, gettati in questa impresa a cui la tradizione ha dato nomi diversi, di cui quello di esistenza è l’ultimo venuto in filosofia; in questa impresa di cui diremo che ciò che ha di zoppicante è sicuramente quel che vi è in essa di più certo; come può essere che questi uomini, sostegno ognuno e tutti di un certo sapere o da esso sostenuti; come può essere che questi uomini si abbandonano gli uni gli altri, in preda alla cattura di quei miraggi a causa dei quali la loro vita, sciupando l’occasione, lascia sfuggire la propria essenza? a causa dei quali la loro passione è sbeffeggiata? a causa dei quali il loro essere, nel migliore dei casi, perviene solo a quel poco di realtà che non si afferma se non in quanto è sempre stato deluso? Ecco ciò che mi insegna la mia esperienza, la questione che io lascio in eredità, in questo punto, in materia di etica, e in cui per me si raccoglie ciò che costituisce, in questa impresa, la mia passione di psicoanalista.

Crediti
 • Jacques Lacan •
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