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«Amico mio, amare gli uomini così, come essi sono, è impossibile. E tuttavia bisogna. Perciò fai loro del bene reprimendo i tuoi impulsi, turandoti il naso e chiudendo gli occhi (quest’ultima cosa è indispensabile). Sopporta il male che ti fanno possibilmente senza adirarti contro di loro, “ricordando che anche tu sei un uomo“. Naturalmente, sei tenuto a essere severo con loro, se ti è toccato in sorte di essere appena appena più intelligente della media. Gli uomini sono per loro natura bassi e amano amare per paura; non lasciarti conquistare da un simile amore e non cessare di disprezzarli. Non ricordo in quale passo del Corano, Allah prescrive al profeta di considerare i “reprobi” come topi, di far loro del bene e di passare loro accanto: è un precetto un po’ orgoglioso, ma giusto. Sappi disprezzarli anche quando sono buoni, poiché, il più delle volte, anche in questo caso sono malvagi. Oh, mio caro, è pensando a me stesso che ho detto questo! Chi appena appena non è stupido non può vivere senza disprezzare se stesso, non importa se è onesto oppure no. Amare il proprio prossimo e non disprezzarlo è impossibile. A mio giudizio l’uomo è stato creato fisicamente incapace di amare il proprio prossimo. Qui, fin dall’inizio, c’è una sorta di errore nei termini e con l’espressione “amore per l’umanità” bisogna intendere l’amore per quell’umanità che tu stesso ti sei creato dentro all’anima (in altre parole, hai creato te stesso e l’amore verso te stesso) e che, perciò, non esisterà mai nella realtà».

«Non esisterà mai?».

«Amico mio, sono d’accordo che ciò sarebbe alquanto stupido, ma la colpa non è mia; e dato che al momento della creazione non mi hanno consultato, io mi riservo il diritto di avere la mia opinione al riguardo».

Crediti
 • Fëdor Dostoevskij •
 • L'adolescente •
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