In conformità con quanto promesso nella prefazione a Aut-Aut, pubblico ora i documenti appartenuti a quell’individuo che ho chiamato Johannes e che egli stesso ha intitolato Diario del seduttore. Devo confessare che non è stato senza un certo timore che ho messo mano a queste carte. Mi sentivo come uno che, frugando tra le rovine di un’anima, scoprisse tracce di un incendio terribile o di un delitto occulto. Johannes non era un uomo comune, e il suo diario non è il resoconto di una vita vissuta nella realtà, ma di una vita vissuta nella riflessione, una vita che ha cercato di trasformare ogni istante in un’opera d’arte, a spese della propria umanità e di quella degli altri.
Mi è stato difficile, lo confesso, orientarmi in questo labirinto. Spesso mi sono chiesto se egli fosse consapevole della propria depravazione o se la sua mente fosse diventata così sottile da non distinguere più il bene dal male, il vero dal falso. Eppure, leggendo, si avverte una coerenza spaventosa. Egli non cercava il piacere nel senso volgare del termine; egli cercava l’estetica del peccato, la bellezza del desiderio colto nel suo momento più puro, prima che si trasformi in possesso e, quindi, in noia.
Al di là del mondo nel quale viviamo, in uno sfondo remoto, esiste ancora un altro mondo, che rispetto al primo sta nell’identico rapporto in cui la scena che talvolta vediamo a teatro si trova rispetto alla scena reale. Attraverso un velo sottile, ci pare di vedere un altro mondo di veli, più tenue e più etereo, d’una intensità diversa da quella del mondo reale. Molti uomini che compaiono corporeamente nel mondo reale non in questo hanno la loro dimora ma nell’altro. Eppure, allorché un uomo se ne allontana, allorché quasi svanisce dal mondo della realtà, ciò dipenderà da uno stato di malattia o di salute. Tale fu il caso di quell’uomo che, pur senza conoscerlo, una volta io conobbi. Non apparteneva al mondo reale, eppure molti erano i suoi legami con esso. Continuamente vi penetrava addentro, e sempre, quanto più vi si abbandonava, tanto più ne era fuori. Non si sottraeva alla realtà, non era, infatti, troppo debole per sopportarla, anzi era troppo forte. Ma questa sua forza in fondo non era che malattia.
Egli possedeva un’arma terribile: la memoria e l’immaginazione. Per lui, un’occhiata fugace, una parola sussurrata, il fruscio di una veste, erano materiali sufficienti per costruire un intero universo di godimento intellettuale. Non aveva bisogno di molto, perché egli moltiplicava l’infinitamente piccolo attraverso la lente della sua riflessione. Per questo motivo, il suo diario non è una cronaca, ma un esperimento. Egli era, per così dire, il regista della propria esistenza, e gli altri uomini, specialmente le donne, non erano che attori o strumenti nel suo teatro privato.
La sua coscienza era così tesa che egli vedeva se stesso vivere, e in questo raddoppiamento della personalità risiedeva il suo segreto e il suo tormento. Non poteva mai essere semplicemente felice o semplicemente triste; doveva osservarsi mentre era felice o triste. Egli aveva fatto della sua vita una poesia, ma in questo processo aveva distrutto l’uomo. Come si potrà vedere dalle carte che seguono, la sua preda principale, Cordelia, non fu sedotta nel senso fisico del termine se non alla fine di un lungo e tormentoso percorso in cui egli cercò di sedurne l’anima, di portarla a un punto tale di esaltazione estetica da renderla incapace di vivere nel mondo dei doveri e delle realtà comuni.
Iniziamo dunque la lettura di queste annotazioni, che egli ha datato con precisione quasi scientifica, come se stesse osservando la crescita di una pianta rara o il decorso di un’infezione.
4 aprile.
Attenzione, Johannes! Oggi ho visto qualcosa che ha messo in moto la mia immaginazione. Una fanciulla, poco più che una bambina, ma con uno sguardo che già promette abissi. Camminava lungo la via con una grazia che non sapeva di possedere. È questo il momento più bello: quando l’innocenza è ancora intatta ma il destino ha già posato la mano su di lei. Non devo affrettarmi. Devo studiare il terreno. La seduzione è un’arte che richiede pazienza infinita. Chi si getta sulla preda come un animale non conosce il vero piacere del seduttore. Il piacere sta nel tendere la corda, nel vedere la resistenza che si piega non per forza, ma per una sorta di necessità interiore che la vittima scambia per libertà.
5 aprile.
L’ho rivista. Si chiama Cordelia. Un nome che evoca fedeltà e tragedia. Vive con la zia, una donna che sembra uscita da un vecchio romanzo di buone maniere. È l’ambiente perfetto. Un guscio protettivo che io dovrò incrinare con la massima delicatezza. Ella è come un fiore chiuso; se lo si apre con le dita, appassisce subito. Bisogna far sì che sia il sole del mio spirito a costringerla a sbocciare, petalo dopo petalo, finché il cuore non sarà completamente esposto. Allora, e solo allora, io potrò guardare dentro di lei e vedervi la mia immagine riflessa.
7 aprile.
Che cos’è l’amore? Per i più è un contratto, un’abitudine, un bisogno fisico. Per me è un’occasione di riflessione. Quando guardo Cordelia, non desidero possederla come un oggetto. Desidero possedere il suo desiderio. Voglio che ella si perda in me, non perché io sia un uomo attraente, ma perché io diventi per lei l’enigma che ella deve risolvere. Ogni sua mossa deve essere influenzata da me, anche quando io non ci sono. Devo diventare il suo pensiero dominante, la musica che sente nel silenzio, l’ombra che la segue. Solo così la vittoria sarà totale.
10 aprile.
Ho scambiato le prime parole con la zia. Sono stato formale, quasi noioso. È necessario che io appaia come un uomo insignificante, un tranquillo borghese dedito ai suoi studi. Se sospettassero la tempesta che porto dentro, chiuderebbero tutte le porte. La maschera è la mia difesa e il mio strumento. Sotto questa maschera, io rido. Rido della loro sicurezza, della loro fiducia nel mondo visibile. Essi non sanno che io appartengo a quell’altro mondo di veli, dove le regole sono diverse e dove io sono il sovrano assoluto.
Cordelia mi ha guardato per un istante. Non c’era ancora nulla nel suo sguardo, solo una vaga curiosità. Ma quel seme è stato gettato. Ora devo lasciarlo riposare. Il tempo lavorerà per me. Non c’è nulla di più potente del tempo quando è alleato con la suggestione. Ella comincerà a chiedersi chi è quell’uomo così silenzioso e così educato. E nel chiederselo, inizierà a sognare. E nei sogni, io sarò già il suo padrone. Tutto è pronto, mi dico, mentre la sera scende su questa città che crede di essere reale, mentre per me non è che un fondale dipinto per il mio dramma privato.
Estetica del Desiderio: La ricerca del piacere non nel possesso dell’oggetto, ma nell’attesa e nella tensione del desiderio stesso, mantenuto artificialmente vivo.
Riflessione (Raddoppiamento): Lo stato mentale in cui l’individuo non vive l’esperienza in modo immediato, ma si osserva costantemente mentre vive, distruggendo la spontaneità dell’essere.
Seduzione dell’Anima: Il processo di manipolazione psicologica volto a rendere la vittima dipendente dal seduttore non per forza, ma per una fascinazione intellettuale ed estetica.
Stadio Estetico: Nel pensiero di Kierkegaard, la prima delle tre tappe dell’esistenza (seguita da quella etica e religiosa), caratterizzata dal vivere l’attimo e dal rifiuto di ogni scelta definitiva.
Diario del seduttore
Contenuta nella prima parte della sua opera fondamentale <em>Aut-Aut</em> (<em>Enten-Eller</em>), pubblicata nel 1843
SchieleArt • •
L'amore reale tra finzione e vita ⋯
Un giovin signore che offre il suo amore alle contadine nelle storie romantiche e alle mogli dei suoi amici nella vita.
Ambrose Bierce Il dizionario del diavolo
Letteratura satirica, Aforisma satirico, Dizionario umoristico
La fonte interiore della contentezza ⋯
La felicità non dipende da ciò che abbiamo, ma da ciò che siamo.
Arthur Schopenhauer L'arte di essere felici
Filosofia tedesca, Etica, Saggistica
Riconosci in te il maschile e il femminile ⋯
Sai tu quanta femminilità manchi all'uomo per essere completo? E sai quanta mascolinità manchi alla donna perché sia completa? Voi cercate il femminile nella donna e il maschile nell'uomo. E così esistono sempre e soltanto uomini e donne. Ma dove stanno gli esseri umani?
Tu, uomo, non cercare il femminile nella donna, ma cercalo e riconoscilo in te, poiché tu lo possiedi sin dal principio. Ti piace però recitare la parte del maschio, perché si muove sui binari oliati delle vecchie abitudini.
Tu, donna, non cercare il maschile nell'uomo, ma prenditi piuttosto cura del lato maschile presente in te, poiché tu lo possiedi sin dal principio.
Carl Gustav Jung Il libro rosso
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Se sentissimo cosa dicono alle nostre spalle ⋯
Lascerebbero di parlare con la maggior parte dei nostri conoscenti più stretti se sentissero ciò che dicono di noi alle nostre spalle.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza del vivere
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L'illusione dell'uomo come signore ⋯
L'uomo cammina sull'orlo estremo del precipizio, cioè là dove egli stesso può essere preso solo più come «fondo». E tuttavia proprio quando è sotto questa minaccia l'uomo si veste orgogliosamente della figura di signore della terra. Così si viene diffondendo l'apparenza che tutto ciò che si incontra sussista solo in quanto è un prodotto dell'uomo. È l'illusione per la quale sembra che l'uomo, dovunque, non incontri più altri che sé stesso.
Martin Heidegger Sentieri interrotti
Filosofia, Esistenzialismo, Ontologia
Aut-Aut (Enten-Eller) di Søren Kierkegaard
L’opera monumentale in cui è inserito il *Diario*. Kierkegaard presenta il contrasto tra la vita estetica, dedicata al piacere e alla varietà, e la vita etica, basata sul dovere e sulla continuità. La descrizione mette in evidenza come il seduttore Johannes incarni il vertice e, allo stesso tempo, l’abisso della vita estetica, dove l’io si dissolve nel gioco infinito delle possibilità.
Le relazioni pericolose di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos
Un parallelo fondamentale sulla seduzione come strategia di potere e annientamento dell’altro. Mentre Valmont cerca la vittoria sociale e il possesso fisico, Johannes punta alla seduzione dell’anima e della coscienza. La narrazione permette di confrontare la razionalità strategica francese con la dialettica metafisica nordeuropea di Kierkegaard.
Il piacere di Gabriele D’Annunzio
Per l’analisi dell’esteta che vuole fare della propria vita un’opera d’arte. Andrea Sperelli condivide con Johannes il gusto per il dettaglio e l’artificio, ma mentre Sperelli è spesso vittima della sua stessa sensualità, Johannes rimane un osservatore freddo, un regista che non si lascia mai travolgere dalla passione reale.



















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