Dante Alighieri

È stato un poeta, scrittore e politico italiano. Il nome “Dante”, secondo la testimonianza di Jacopo Alighieri, è un ipocoristico di Durante; nei documenti era seguito dal patronimico Alagherii o dal gentilizio de Alagheriis, mentre la variante Alighieri si affermò solo con l’avvento di Boccaccio. È considerato il padre della lingua italiana; la sua fama è dovuta eminentemente alla paternità della Comedìa, divenuta celebre come Divina Commedia e universalmente considerata la più grande opera scritta in lingua italiana e uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale. Espressione della cultura medievale, filtrata attraverso la lirica del Dolce stil novo, la Commedia è anche veicolo allegorico della salvezza umana, che si concretizza nel toccare i drammi dei dannati, le pene purgatoriali e le glorie celesti, permettendo a Dante di offrire al lettore uno spaccato di morale ed etica. Fonte: Le-citazioni.it

Tu vuo’ ch’io rinovelli

Gustave Doré ⋯
[… ] Tu vuo’ ch’io rinovelli
disperato dolor che ‘l cor mi preme
già pur pensando, pria ch’io ne favelli. ⋯

Quando leggemmo il disïato riso

Gustave Doré ⋯
Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante”. ⋯

Branca d’Oria

Gustave Doré ⋯
Ahi Genovesi, uomini diversi
d’ogni costume e pien d’ogni magagna,
perché non siete voi del mondo spersi?
Che col peggior spirto di Romagna
trovai di voi un tal [Branca d’Oria], che, per sua opra,
in anima in Cocito già si bagna
ed in corpo ⋯

I nostri posteri non potranno mutare

Gustave Doré ⋯
Il volgare siciliano si attribuisce fama superiore a tutti gli altri per queste ragioni: che tutto quanto gli Italiani producono in fatto di poesia si chiama siciliano; e che troviamo che molti maestri nativi dell’isola hanno cantato con solennità [… ] E in verità ⋯

La lingua volgare è quella della nostra nutrice

Gustave Doré ⋯
Venendo subito al punto, che chiamo lingua volgare quella che i bambini apprendono da chi sta loro intorno dal momento che cominciano ad articolare i suoni; oppure per esser più brevi, la lingua volgare è quella che, senza bisogno di regole, impariamo imitando la ⋯

E come ‘l volger del ciel de la luna

Gustave Doré ⋯
E come ‘l volger del ciel de la luna
cuopre e discuopre i liti sanza posa,
così fa di Fiorenza la Fortuna:
per che non dee parer mirabil cosa
ciò ch’io dirò de li alti Fiorentini
onde è la fama nel tempo nascosa. ⋯

Più che ‘l dolor, poté ‘l digiuno

Gustave Doré ⋯
Poscia, più che ‘l dolor, poté ‘l digiuno. ⋯

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende

Gustave Doré ⋯
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad ⋯

Quand’ ïo udi’: Se io mi trascoloro

Gustave Doré ⋯
Quand’ ïo udi’: «Se io [San Pietro] mi trascoloro,
non ti maravigliar, ché, dicend’ io,
vedrai trascolorar tutti costoro.
Quelli ch’usurpa in terra il luogo mio,
il luogo mio, il luogo mio che vaca
ne la presenza del Figliuol di Dio,
fatt’ ha del ⋯

Come le pecorelle escon del chiuso

Gustave Doré ⋯
Come le pecorelle escon del chiuso
a una, a due, a tre, e l’altre stanno
timidette atterrando l’occhio e ‘l muso;
e ciò che fa la prima, e l’altre fanno,
addossandosi a lei, s’ella s’arresta,
semplici e quete, e lo ‘mperché non sanno. ⋯

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