Fernando Pessoa

Nasce a Lisbona il giorno 13 giugno 1888 da Madalena Pinheiro Nogueira e Joaquim de Seabra Pessoa, critico musicale d’un quotidiano cittadino. Il padre muore nel 1893. La madre si unisce in seconde nozze nel 1895 con il comandante Joào Miguel Rosa, console portoghese a Durban: Fernando trascorre così la giovinezza in Sudafrica.

Sapere dove è l’identità è una domanda senza risposta

⋯  ⋯ Mi sono moltiplicato per sentire, per sentirmi, ho dovuto sentire tutto, sono straripato, non ho altro che traboccarmi, e in ogni angolo della mia anima c’è un altare a un dio differente. Mi sento multiplo. Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici che ⋯

Sollievo immaginato

Egon Schiele ⋯ Tutto ciò che amiamo o perdiamo, cose, esseri, significati, ci strofina la pelle e così giunge alla nostra anima e l’episodio, in Dio, non è altro che la brezza che non mi ha portato nulla a parte il sollievo immaginato, il momento propizio e ⋯

Mi piange nel mare

⋯ Kathryn Jacobi  ⋯ Arrivava elegante, veloce,
senza fretta e con un sorriso,
e io, che sento con la testa,
scrissi subito la poesia giusta. In essa non parlo di lei
né, come adulta bambina,
svoltava l’angolo di quella via,
che è l’eterno angolo… Nella poesia parlo del ⋯

Costruzione di fedi e speranze

  ⋯ James Ensor  ⋯ L’arte di vivere è l’arte di saper credere alle bugie.
Cesare Pavese • Di solito attribuiamo alla nostra idea dell’ignoto il colore delle nostre nozioni del noto. Se la morte la definiamo un sonno è perché essa ci sembra un sonno dal di ⋯

Le convenzioni sociali

 ⋯
Si nasce uomo o donna – voglio dire, si nasce per essere, da adulti, uomo o donna; non si nasce a buon diritto naturale, né per essere marito, né per essere ricco o povero, come non si nasce per essere cattolico o protestante, o ⋯

Sono disperso

Egon Schiele ⋯ Cerco me stesso senza incontrarmi. ⋯

Approfittare del tempo!…

Victor Bauer ⋯ Ah, lasciatemi non approfittare di nulla!
Né del tempo, né dell’essere, né del ricordo del tempo o dell’essere!
Lasciatemi essere una foglia di albero accarezzata dalle brezze,
la polvere di una strada involontaria e deserta,
il rigagnolo fortuito causato dalle piogge che cessano,
l’impronta ⋯

Tutto nell’autunno

Egon Schiele ⋯
Quanto ho pensato, quanto ho sognato, quanto ho fatto o non ho fatto: tutto quanto se ne andrà nell’autunno, come i fiammiferi usati che ricoprono il pavimento sparsi qua e là, o i fogli accartocciati in palle fittizie, o i grandi imperi, tutte le ⋯

Riflesso accidentale

Egon Schiele ⋯ Mother and child Di quante complesse incomprensioni è fatta la comprensione che gli altri hanno di noi. ⋯

Le isole fortunate

Egon Schiele ⋯ Vollmond Quale voce viene sul suono delle onde
che non sia la voce del mare?
È la voce di qualcuno che ci parla,
ma che se ascoltiamo tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.
E solo se mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ⋯

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