Jean-Luc Nancy

Eloquenti righe: Derrida e l’arte

 ⋯ Certo che Derrida ha parlato dell’arte, delle arti – come avrebbe potuto non farlo, come non avrebbe dovuto farlo, dato che una questione e assai più di una questione, un’istanza esigente reclama, sotto il nome di «arte», un considerevole tributo all’intrapresa di pensiero da ⋯

Dove sono i corpi?

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I corpi sono innanzitutto al lavoro. I corpi sono innanzitutto alla pena del lavoro. I corpi sono innanzitutto in viaggio verso il lavoro, di ritorno dal lavoro, ad aspettare il riposo, a prenderselo e a liberarsene subito, o stanno ad incorporarsi nella merce, merce ⋯

Improvvisazione sull’improvvisazione

wall-art jazz-trio Che rapporto sussiste tra la struttura dell’improvvisazione e la struttura della riflessione filosofica? Si può improvvisare quando si fa filosofia? Il testo di Jean-Luc Nancy, inedito, è una sua “improvised lecture on improvisation” tenuta nel 2014 presso la Konstakademien di Stoccolma. In principio era ⋯

Valente di non essere valutabile

Egon Schiele ⋯ L’amore è il nome della fine infinita secondo il buon infinito. In esso il compimento consiste non in una produzione ma in qualche modo nella riproduzione, nella ripetizione, ossia nella ruminatio di un incommensurabile: l’amore, precisamente, come assegnazione (attribuzione, attestazione, dichiarazione e anche creazione: ⋯

Sexistenza

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Esiste l’amore in tutta la sterminata estensione del termine, l’amore senza confini, l’amore per l’umanità, il mondo, la musica, il mare o la montagna, la poesia o la filosofia, che è essa stessa amore della sapienza. Non è così? Quest’ultima, a sua volta, consisterebbe ⋯

Pudore che non si lascia afferrare

 ⋯ Bisogna superare le totalità, le salvezze, i fini-della-storia e le verità-ultime, tutti gli «incantesimi» così come tutte le «soluzioni finali». Bisogna imparare che questi incantesimi sono dietro di noi, perché non sono più nostri, non incantano più nulla. Bisogna anche pensare che ⋯

Un niente che non implichi alcun significato

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La verità viene dalla lingua già persa o ancora a venire. Viene dalla voce che si cerca dietro la voce. Una lingua inaudita, un giro linguistico irripetibile, un’incisione praticata nella lingua dalla lama di un fuori, fatto al tempo stesso di non-lingua e di ⋯

Fuga al di là dei segni

Egon Schiele ⋯
Forse l’arte non ha, in prima istanza, altra definizione che l’eccesso e la fuga al di là dei segni. Da questo punto di vista l’arte “fa segno” (nel senso del tedesco winken, ammiccare, avvertire, segnalare), ma non è il segno di qualcosa né significa ⋯

Decostruzione del cristianesimo

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Si tratterebbe di pensare il limite, il tracciato singolare che “chiude” un’esistenza, ma che la chiude secondo il graffito complicato di un’apertura che non ritorna su di sé ⋯

L’intruso

Egon Schiele ⋯
L’intruso, viene in realtà da dentro, è nessun altro se non me stesso e l’uomo stesso. Non è nessun altro se non lo stesso che non smette mai di alterarsi, insieme acuito e fiaccato, denudato e bardato, intruso nel mondo come in se stesso, ⋯

La scena sociale

Egon Schiele ⋯
In questo sguardo, quello dell’altro e il mio, il mio visto in quello dell’altro e viceversa, vi è qualcosa di animale che guarda. Ossia qualcosa che non appartiene alla scena sociale, o meglio che le appartiene in modo diverso, o meglio ancora che appartiene ⋯

Corpo estraneo

Roberto Ferri
Si chiama “corpo estraneo” qualsiasi specie di oggetto, di pezzo, di frammento o di sostanza introdotta in modo più o meno fortuito all’interno di un insieme o di un ambiente, se non propriamente organico, considerato per lo meno omogeneo e dotato di una regolazione ⋯

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