Michel Foucault

Nasce a Poitiers (Francia) il giorno 15 ottobre 1926. Il padre, il nonno e come il bisnonno erano medici, orgogliosi della loro tradizione di famiglia, molto religiosa; così anche la carriera di Michel sembra essere predestinata. Ma il giovane già a undici anni sconcerta il padre dichiarando di voler diventare uno storico. Nel 1940 viene mandato in un collegio di frati; la madre tuttavia, che proviene da una famiglia meno rigida dal punto di vista religioso di quella del padre, fa impartire a Michel anche lezioni private di filosofia.

Trattenere la freccia scoccata

⋯ Gabriel Metsu ⋯ Scrivere per non morire, o forse anche parlare per non morire, probabilmente è una mansione vecchia quanto la parola. Le decisioni più mortali, inevitabilmente, vengono tenute in sospeso per tutto il tempo almeno del loro racconto. Il discorso, si sa, ha il potere di ⋯

Si scrive per scomparire

⋯ Tina Sgrò ⋯
Tutta la critica e tutta l’analisi letteraria consistono, essenzialmente a partire dal XIX secolo, in uno studio dell’opera per scoprire attraverso questa il volto dell’autore, le forme assunte dalla sua vita mentale e sentimentale, la sua individualità concreta e storica. Vi fu un’epoca nella ⋯

Non innamorarsi del potere

⋯ Niklaus Manuel ⋯ Come fare per non diventare fascisti anche se (soprattutto se) si crede di essere militanti rivoluzionari? Come liberare i nostri discorsi e i nostri atti, i nostri sentimenti e i nostri piaceri dal fascismo? Come snidare il fascismo rintanato nel nostro carattere? Azione politica ⋯

Orgoglio umano

Egon Schiele  ⋯ L’uomo è la più infelice e la più fragile fra tutte le creature, e nello stesso tempo la più orgogliosa. ⋯

La verità denudata dell’uomo

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Forse, un giorno, non sapremo più esattamente che cosa ha potuto essere la follia. La sua figura si sarà racchiusa su se stessa non permettendo più di decifrare le tracce che avrà lasciato. Queste stesse tracce non appariranno, a uno sguardo ignorante, se non ⋯

La verità oltraggiosa

Egon Schiele ⋯ La parrēsia è, in poche parole, il coraggio della verità di colui che parla e si assume il rischio di esprimere, malgrado tutto, l’intera verità che ha in mente; ma è anche il coraggio dell’interlocutore che accetta di accogliere come vera la verità oltraggiosa ⋯

Oggetto di riflessione

Egon Schiele ⋯
Il pensiero non è ciò che “abita” una condotta e le dona senso; piuttosto, il pensiero è ciò che permette una certa distanza da una maniera di agire o di reagire, ciò che rende possibile fare di quella maniera di agire o reagire, un ⋯

Agire e reagire

Aëla Labbé ⋯ La libertà è ciò che fai di quel che ti è stato fatto.
• Jean-Paul Sartre Il pensiero non è ciò che “abita” una condotta e le dona senso; piuttosto, il pensiero è ciò che permette una certa distanza da una maniera ⋯

Il grottesco nella meccanica del potere

Arthur Szyk ⋯ Satan Leads the Ball Chiamerò grottesco un discorso o un individuo che detengono per statuto degli effetti di potere di cui, per la loro qualità intrinseca, dovrebbero essere privati.. Il grottesco o, se preferite, l’ubuescoL’aggettivo ubuesco è stato introdotto nel 1922, a partire dal lavoro teatrale ⋯

Il punto zero del mondo

 ⋯ Egon Schiele ⋯
Il mio corpo, in realtà, è sempre altrove. È legato a tutti gli altrove del mondo. E, a dire il vero, è altrove solo nel mondo. Perché è intorno a esso che le cose si dispongono, è rispetto a esso, e rispetto a esso ⋯

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