Pierre Klossowski

L’aristocraticismo

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L’«aristocraticismo», secondo Nietzsche, deve essere rappresentato almeno da un gruppo, da un caso particolare, non in quanto frazione dell’umanità, ma come suo sovrappiù (dunque, per la totalità, odiosa sanguisuga da sterminare, da fucilare), e questo gruppo o questo caso particolare – appena voglia assumere ⋯

Forza creatrice degli impulsi

Egon Schiele ⋯
Demistificare era, fino a oggi, il compito inconfessato del sapiente; ora invece, demistificare per mistificare meglio, non per ingannare, ma per favorire le forze oscure in ciò che posseggono di creatore, di fecondo… una rimistificazione generatrice di nuove condizioni di vita, che faccia valere ⋯

Intensità che attende il pensiero di nessuno

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Il pensiero appartiene solo a se stesso, non come mia facoltà, ma come un’intensità che mi ha trovato qui, in mezzo al verde – perché dove andrebbe, questa intensità, se non ci fossi io? Si serve forse della mia presenza per riunire queste immagini? ⋯

Aspirazione a disindividuarsi

Egon Schiele ⋯
Il corpo è il risultato del fortuito: è solo il luogo d’incontro di un insieme di impulsi individuati nell’intervallo costituito da una vita umana, impulsi che aspirano solo a disindividuarsi. ⋯

L’ostinazione interpretativa del senso

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Per Nietzsche che il corpo sia il Sé, che il Sé risieda nel corpo e si esprima attraverso il corpo, è già un assunto capitale: tutto quello che il cervello gli rifiuta rimane nascosto nella vita corporale, questa intelligenza più grande della sede stessa ⋯

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