Vita di poeta

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Le mani potenti del fato lo strapparono dal mondo, da dimensioni troppo piccole per lui, lo spinsero oltre il ciglio dell’intelligibile verso la follia, nel cui benigno, diletto abisso, inondato di luce, popolato di fuochi fatui, egli sprofondò col suo peso di gigante, per ⋯

Di desiderabile non c’è nulla

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Non sentirti mai un reietto. Un reietto, fratello mio, è qualcosa che non esiste, perché a questo mondo forse non esiste nulla, ma proprio nulla degno di essere desiderato. ⋯

La religione del sonno

⋯ Egon Schiele ⋯ Oggi, capisce, la religione non vale più nulla. Il sonno è più religioso di tutta la religione. ⋯

La normalizzazione dell’insolito

Egon Schiele  ⋯ La singolarità si assottiglia ogni giorno di più. Sembra che ci sia una fabbrica al lavoro per la normalizzazione dell’insolito. ⋯

Sarò fiore e profumerò un poco

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In realtà non sono mai stato un bambino, e proprio per questo, ne sono assolutamente certo, rimarrà sempre in me qualcosa che ricorda l’infanzia. Sono soltanto cresciuto, sono invecchiato, ma l’essenza non è cambiata. A fare sciocchezze provo esattamente lo stesso gusto che molti ⋯

Ogni occupazione è innaturale per Schacht

 ⋯ È inconcepibile come di fronte ai tipi morbosamente sensibili il mondo possa essere zotico, dispotico, capriccioso e crudele. La vita, con le sue leggi feroci, per certe persone è solo una catena di sconforti, di esperienze talmente cattive da atterrire. Il destino degli esseri ⋯

La risata soffocata

Egon Schiele ⋯
Una risata è il perfetto contrario di un pezzo di legno: è qualcosa che infiamma, come se dentro a qualcuno si accendessero dei fiammiferi. Il rumore che fanno i fiammiferi è proprio quello di una risata soffocata. ⋯

Perché mai tutta questa gente?

Egon Schiele ⋯ Halbakt mit erhobenen Armen, in gestreiftem Rock mit grün-schwarzem Umhang
Perché mai tutta questa gente, scrivani e contabili, perfino fanciulle nella più tenera età, entrano dallo stesso portone nello stesso edificio per scarabocchiare, provare le penne, per calcolare e gesticolare, per sgobbare e soffiarsi il naso, per temperare matite e portare in giro carte? ⋯

Accade

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Da quando mi sono arreso al tempo
sento in me una pace
calda e meravigliosa.
Da quando scherzo apertamente
coi giorni e con le ore
sono finiti i miei lamenti.
Con una semplice parola
mi sento sgravato dalle colpe
che mi recano danno:
il ⋯

Nudo sopra la roccia


Io dovrei essere solo al mondo, io, Steiner e nessun’altra forma di vita.
Niente sole, niente cultura, io nudo sopra un’alta roccia, senza tempeste, senza neve, senza banche, senza soldi, senza tempo e senza respiro. Allora di sicuro non avrei più paura. ⋯

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