Una strana insincerità

⋯ Felice Casorati ⋯
Non ci volle molto perché noi scoprissimo che tutte le autorità alle quali avevamo prestato fiducia, la scuola, la famiglia, la morale pubblica, nel campo sessuale si comportavano con strana insincerità, non solo, ma in esso da noi esigevano segretezza ed ipocrisia. Quell’epoca sfuggiva ⋯

Una sorsata di patria

Egon Schiele ⋯ Crouching Female Nude
Perciò guardali bene, i senza patria, tu, che sei fortunato, tu, che sai dove trovare la tua casa e la tua patria, tu, che tornando da un viaggio trovi pronta la tua stanza, preparato il tuo letto, e intorno a te i libri che ⋯

Superfice morale della società

Tiziano Vecellio ⋯ Amor sacro e amor profano … Non ci volle molto perché noi scoprissimo che tutte le autorità alle quali avevamo prestato fiducia, la scuola, la famiglia, la morale pubblica, nel campo sessuale si comportavano con strana insincerità, non solo, ma in esso da noi esigevano segretezza ed ipocrisia … ⋯

Il vile dolore

Egon Schiele ⋯
Sono passati ventiquattro anni da allora, eppure, quando penso a quel momento in cui, sferzata dalla sua ironia, stavo lì davanti a mille estranei, il sangue mi si gela nelle vene. E sento di nuovo con spavento che debole entità, miserabile e tormentata dev’essere ⋯

Il vero saggio al folle patentato

Egon Schiele ⋯ Liegende - Kreide auf Papier
Perché lui leggeva come altri pregano, come i giocatori giocano e gli ubriachi, intontiti, fissano il vuoto: leggeva in modo talmente assorto, con un tale, commovente rapimento, che da allora il modo in cui legge il resto del mondo mi è sempre parso profano. ⋯

Paura irragionevole e ridicola

Egon Schiele ⋯
Quando Irene uscì dall’appartamento del suo amante e cominciò a scendere le scale, tutto d’un tratto quella paura insensata tornò a impadronirsi di lei. All’improvviso una spirale nera prese a mulinarle davanti agli occhi, le gambe erano come bloccate da una morsa di ghiaccio, ⋯

Ella fece ancora un passo avanti

Egon Schiele ⋯
Era d’un pallore giallastro, la stessa tinta spenta e malaticcia della luna là fuori, le labbra erano ancora dischiuse, come prima sulla terrazza. Camminava senza far rumore, ma non con passo leggero. C’era qualcosa di molle e fiacco in lei che mi rammentò stranamente ⋯

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