Avere è poter non-avere
Propriamente, non l’io viene al mondo, o dal mondo esce con la morte, ma il mondo sopraggiunge all’io e dilegua per l’io che intanto è nel suo essere eternamente sé stesso: questo io vedente che non può essere visto non ha storia e non ha scienza che non siano modi dell’avere ciò che può andare perduto; avere è poter non-avere ed è questo che lo differenzia dall’essere che non può non essere. Ma il sé stesso dell’io, appunto per il suo essere, non è coinvolto nello spettacolo dell’apparire, né è passibile di oblio da parte di sé, proprio perché non abbisogna di avere conoscenza di sé per essere io.

Crediti
 Giovanni Romano Bacchin
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Quotes per Giovanni Romano Bacchin

Se non è necessario che problema vi sia, il necessario non è problematico, non entra in alternativa con nulla.

Una volta trovato il modo di far valere che si ha COSCIENZA di ciò che l'altro ignora di sé, ogni asserzione dell'altro in difesa di sé non è se non vana ribellione, se non occasione di ribadire ciò che di sé ignora. Ma anche - ecco il punto - si è trovato il modo di asserire escludendo ogni senso al controllo da parte dello psicoanalizzato: se tu sai ciò che ignoro di me, puoi dire di me tutto ciò che vuoi. Resta il dubbio se sia di me che tu parli.

La domanda che cos'è la metafisica? tenta questa sola cosa: condurre le scienze a riflettere sul fatto che esse incontreranno necessariamente, e perciò sempre e dappertutto, il tutt'altro rispetto all'ente, il niente di ente. A loro insaputa, esse stanno già in riferimento all'essere. Solo dalla verità dell'essere, di volta in volta dominante, esse ricevono una luce per poter vedere e considerare come tale, l'ente che si rappresentano.

Per chi ama la terraferma, il mare è solo la distanza da un posto ad un altro. Per chi ama il mare, la terraferma è attesa del prossimo viaggio.

Non è la verità che si svela alla coscienza: è la coscienza che non ha veli per la verità.