Batteva il sole su quel putridume
Ricordi, anima mia, quel che vedemmo
un bel mattino dolce d’estate dietro quel sentiero?
una carogna infame, su un letto sparso di sassi:
zampe all’aria, come una laida donna,
ardente e trasudante veleni,
spalancava il ventre indifferente e cinico
tra tante esalazioni.
Batteva il sole su quel putridume
come per cuocerlo a puntino,
e ridare così centuplicato alla Natura
quel che lei aveva messo insieme.
E il cielo guardava quella gran carcassa
che si dilatava come un fiore.
Che fetore immondo!
Temevi di svenire là sull’erba.
Come ronzavano le mosche su quel putrido ventre!
e come sbucavano a battaglioni nere larve!
colavano come denso liquido lungo quei brandelli vivi.
Scendevano e salivano come un’onda,
o brulicando s’avventavano;
sembrava che quel corpo, gonfiato da un respiro vago,
si moltiplicasse in tante vite.
Di lì sorgeva una strana musica
come l’acqua corrente e il vento,
o il grano che agita e rigira ritmicamente
nel suo ventilabro chi lo vaglia.
Le forme svanivano ed erano ormai un sogno,
un abbozzo lento a prender forma sulla tela obliata
che l’artista porta a termine solamente col ricordo.
Dietro le rocce una inquieta cagna
ci guardava con irato occhio,
spiando il momento di riprendere allo scheletro
i brandelli che erano rimasti.
-E tu? Anche tu un giorno sarai quel letamaio,
quella peste orrenda,
stella dei miei occhi, sole della mia natura,
tu, angelo mio e passione mia!
Sì, anche tu sarai così, regina delle grazie,
dopo gli estremi sacramenti,
quando sotto l’erba e le piante grasse
ammuffirai tra le ossa.
E allora, mia bellezza, di’pure ai vermi,
che ti mangeranno di baci,
che ho conservato la forma e la divina essenza
dei miei amori decomposti!

Crediti
 • Charles Baudelaire •
 • Pinterest • Zdzisław Beksiński  •  •

Similari
 ⋯ Ombre fredde e profonde
41% Henrik NordbrandtPoesie
Tanto ho pensato a te e ho scritto tanto di te senza proprio sapere chi tu fossi. In tante e tante camere ho dormito senza averti al mio fianco e tante sono le case nelle quali ho abitato, senza di te. Tante son le città in cui non ti ho incontrato. Tante⋯
 ⋯ I poveri si erano venduti
41% Ascanio CelestiniPoesie
I poveri erano così tanto poveri che presero la loro fame e la misero in bottiglia e se la andarono a vendere. Se la comprarono i ricchi, i ricchi che nella vita avevano mangiato di tutto, dal caviale ripieno all’ossobuco di culo di cane allo spiedo. Però⋯
Egon Schiele ⋯ Pratiche per camminare sulla via della bellezza
28% PoesieSchiele ArtVito Mancuso
Privilegiare la via della bellezza. Non scegliere la via più breve, scegliere la via più bella. Partire prima se è il caso, il tempo dedicato alla bellezza è il miglior investimento. Fare attenzione all’assonanza abito-abitazione-abitudine. Sapere che gli⋯
 ⋯ I tulipani
24% PoesieSylvia Plath
Il mio corpo è un ciottolo per loro, lo accudiscono come l’acqua accudisce i ciottoli su cui deve scorrere, lisciandoli piano. Mi portano il torpore nei loro aghi lucenti, mi portano il sonno. Ora che ho perso me stessa , sono stanca di bagagli — la mia v⋯
 ⋯ Le donne della mia generazione
24% Luis SepúlvedaPoesie
Le donne della mia generazione aprirono i loro petali ribelli non di rose, camelie, orchidee o altre piante di salottini tristi, di casette borghesi, di usanze stantie, ma di erbe pellegrine al vento. Perché le donne della mia generazione fiorirono per st⋯
Andrei Zadorin ⋯ I Ricordi
23% Henry BataillePoesie
I ricordi sono camere senza serratura, camere vuote in cui non si osa più entrare perché un tempo vi morirono vecchi parenti. Si vive nella casa di queste camere chiuse… Si sa che ci sono, com’è loro costume; si tratta della camera azzurra, e poi della ca⋯