Bisognerebbe parlare come le ragazzine
Il desiderio è dell’ordine della produzione e ogni produzione è desiderante e sociale insieme. Noi rimproveriamo alla psicoanalisi di aver schiacciato quest’ordine della produzione, di averlo ripiegato sulla rappresentazione. Lungi dall’essere l’audacia della psicoanalisi, l’idea di rappresentazione inconscia segna fin dall’inizio il suo fallimento o la sua rinuncia: un inconscio che non produce più ma si accontenta di credere.

Bisognerebbe parlare come le ragazzine, al condizionale. Ci saremmo incontrati, sarebbe successo questo… Due anni e mezzo fa ho incontrato Felix. Aveva l’impressione che io fossi più avanti di lui, attendeva qualcosa. In realtà io non avevo né le responsabilità di uno psicoanalista, né le colpe o i condizionamenti di uno psicoanalizzato. Non avevo alcun luogo, questo mi rendeva leggero, e mi sembrava curioso quanto fosse miserabile la psicoanalisi. Ma lavoravo unicamente nei concetti e per di più timidamente. Felix mi parlò di quelle che chiamava le macchine desideranti: tutta una concezione teorica e pratica dell’inconscio-macchina, dell’inconscio schizofrenico. Allora ho avuto io l’impressione che fosse lui in anticipo su di me. Ma col suo inconscio-macchina parlava ancora in termine di struttura di significante, di fallo. Era giocoforza, dato che doveva tanto a Lacan, come me del resto. Ma io mi dicevo che sarebbe andata ancor meglio se si fossero trovati concetti adeguati, invece di servirsi di nozioni che non sono nemmeno quelle del Lacan creatore, ma quelle di un’ortodossia che si è costruita intorno a lui. È Lacan che ha detto: non mi aiutano. Noi lo avremmo aiutato schizofrenicamente. E dobbiamo tanto più a Lacan che abbiamo rinunciato a nozioni come struttura, simbolico, significante, che sono pessime, e che lui, Lacan, ha saputo sempre ribaltare per mostrarne il rovescio.

Crediti
 Giles Deleuze
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Quotes per Gilles Deleuze

Siamo diventati simulacri, abbiamo perso l'esistenza morale per entrare in quella estetica.

È questo che mi sembra interessante nelle vite, i buchi che comportano, le lacune, talvolta drammatiche, talvolta no. Le catalessi o quelle specie di sonnambulismo di più anni, che la maggior parte delle vite possiedono. Forse è in questi buchi che avviene il movimento. La questione infatti è proprio quella di come produrre il movimento, come forare il muro.  Pourparlers

Avere fiducia nel mondo è ciò che più ci manca: abbiamo completamente smarrito il mondo, ne siamo stati spossessati. Avere fiducia nel mondo vuole anche dire suscitare eventi, per piccoli che siano, che sfuggano al controllo, oppure dare vita a nuovi spazi-tempo, anche di superficie e volume ridotti. […] La capacità di resistenza o, al contrario, la sottomissione a un controllo si giudicano a livello di ciascun tentativo.  Pourparlers

La grandezza dell'opera di Cassavetes [è] aver annullato la storia, l'intreccio o l'azione, persino lo spazio, per giungere agli atteggiamenti come a categorie che mettono tanto il tempo dentro il corpo, quanto il pensiero dentro la vita. Quando Cassavetes dice che i personaggi non devono derivare dalla storia o dall'intreccio, ma che la storia deve essere la secrezione dei personaggi, riassume l'esigenza di un cinema dei corpi.  L'immagine-tempo

Non è facile essere un uomo libero: fuggire la peste, organizzare gli incontri, aumentare la potenza d'azione, commuoversi di gioia, moltiplicare gli affetti che esprimono o sviluppano un massimo di affermazione. Fare del corpo una potenza che non si riduce all'organismo, fare del pensiero una potenza che non si riduce alla coscienza.  Conversazioni