Ugo de Cesare

Non solo ci riconosciamo negli altri e mediante gli altri attraverso i meccanismi dell’identificazione già noti, ma, prima ancora, dobbiamo essere in grado di individuare noi stessi e quindi l’essenza della nostra personalità attraverso un sistema che permetta all’Io un continuo adattamento e una difesa costante. Si tratta di una funzione primigenia che ci consente di rapportarci alla nostra essenza intima e che si correla alla dinamica dei nostri processi onirici e dei nostri più profondi procedimenti psichici inconsci. Denominiamo questa funzione o meccanismo il riconoscimento o identificazione con se stessi: esso si configura come un’espressione e realizzazione del mondo interno e più profondo del soggetto, sede dinamica nella quale egli crea e riscontra continuamente la propria identità. Tale meccanismo costituisce una sorta di “ponte” che il soggetto stabilisce continuamente, e specie per via inconscia, tra due fondamentali modalità costitutive della personalità: l’affermazione di sé e la conseguente autonomia della stessa. Il riconoscimento ha molte caratteristiche delle difese e si presenta come micro-apparato psichico. Ha le seguenti proprietà: È dotato di una base organica e di una base psichica. È un sistema volto a mutare la realtà psichica del soggetto con una identificazione o un cambiamento. Interagisce con gli altri processi e meccanismi psichici come accade per le difese. Le difese sono volte a proteggere l’Io, e ciò avviene anche per il riconoscimento che, nell’interpretare la storia dell’Io, gli riconsegna la sua identità profonda, dandogli così sicurezza. Le ragioni e le motivazioni che possono indurre l’Io a utilizzare il riconoscimento possono essere molteplici. La necessità per l’Io di ripercorrere la sua storia discende innanzi tutto da un bisogno di identità e di sicurezza che a loro volta sollecitano un’esigenza di affiliazione. I bisogni fondamentali del soggetto sono – fra l’altro – quelli di essere amato e accettato dagli altri, oltre a quello di conoscersi e di avere fiducia in sé stesso, per potere così garantire il proprio inserimento sociale. Potremmo perciò creare una gerarchia esistente fra l’Io e la struttura esterna o il mondo relazionale: Il bisogno di riconoscimento di sé, Il bisogno di relazione con l’altro per essere amato e per socializzare. In tale modo il riconoscimento potrebbe essere considerato, sia pure con la debita prudenza dell’accostamento, una sorta di sistema immunitario del sistema psichico e di pensiero, e quindi una difesa del tutto riuscita.

Crediti
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