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A volte ci deviamo su una strada sbagliata, avanziamo alla cieca e quando apriamo gli occhi e ci guardiamo intorno, ci troviamo di fronte ad uno scenario desolante. Improvvisamente si è faccia a faccia con il male, con un buio profondo e terrificante. Allora pensiamo che mai più ci verrà la voglia di andare avanti e rimaniamo paralizzati.
Ma poi, ci rendiamo conto che c’era bisogno di perdersi, di scendere nelle profondità, che c’è qualcosa di noi che dovevamo vedere lì e che ci dà la forza per ritrovare la strada giusta: da questo pensiero ci rimettiamo di nuovo in moto. Facciamo un passo indietro, verso il percorso che abbiamo lasciato, e una volta lì, ci ritroviamo con la tenerezza e la bellezza dell’umano. E torniamo a credere, tutto ricomincia da capo, ma questa volta, non ci sbagliamo o almeno cerchiamo di non inciampare sul masso. Proviamo a muoverci e poi siamo sulla strada giusta o meno tortuosa.
A volte abbiamo bisogno di perderci, distruggerci per costruirci; a volte dobbiamo passare una stagione all’inferno per uscire dal proprio.

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