Cane egoico

Sono seguito da un cane che si chiama Ego ovvero la centralità di tutte le cose, infatti esse possono andare per conto loro, possono anche non avere a che fare con me sul momento, ma alla fine in qualche modo devono rendere conto a me perché le chiamo in causa e devono rispondermi, devono sapere quello che fanno, devono avere una ragione che corrisponde alla mia ragione, il senso del tutto è il mio senso sono la stessa cosa e quando cerco di spiegare anche il più piccolo evento trascurabile nell’economia universale, lo riporto a me, lo inserisco, lo ingrandisco a dismisura, lo faccio diventare una parte importante, scopro la sua dinamica, il suo intervento, la sua efficacia, lo riporto alla grandezza di un evento risolutore, di un cambiamento epocale e in quel momento sono ancora io il centro dell’universo e se qualcosa mi impedisce di crederlo per avversità, difficoltà del momento, non mi deprimo, scavalco la traiettoria del tiro e mi muovo nuovamente nella direzione contraria e le sofferenze e gli affronti della vita diventano piccole evenienze che non tradiscono il valore, anzi si inseriscono in una nuova dinamica, per un nuovo impatto che lascia indenne il vigore dell’ego mastodontico, e anche se cadesse il mondo o gli eventi fossero tutti contrari alle mie previsioni, non ho alcun dubbio perché alla fine posso ancora vincere la battaglia contro l’annientamento e non mollo nemmeno un attimo di attingere a quella sorgente a quella carica di forza nascosta che mi da la convinzione di essere parte risolutiva, ambivalenza che non smette di credere, sostanza indefinibile, catarsi delle tensioni in arrivo, razionalità indiscussa, potenza, mistero, e credo che tutto sia riconducibile all’ego che infiamma la mente dove ogni parte si ricongiunge misteriosamente all’uno, ogni traccia di dolore viene rimessa sull’altare per essere celebrata come evento unico per arrivare alla sorgente di tutto dove il mio cane fedele si abbevera abbondantemente alla fonte dell’Ego.

Crediti
 • Luciano Dalla Torre •
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