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In altre parole se non siamo coinvolti nella realtà sulla quale stiamo riflettendo, se non siamo realmente interessati, tutto ciò che resta dei nostri processi mentali è l’intelligenza. Per intelligenza intendo la capacità di servirsi dei concetti, ma senza penetrare oltre la superficie dei fenomeni fino all’essenza delle cose. L’intelligenza preferisce manipolare la realtà, anziché comprenderla. La capacità di comprendere, la ragione (reason) è l’opposto dell’intelligenza manipolatrice (intelligence). La ragione presuppone sempre un rapporto con l’oggetto delle nostre riflessioni. Se non c’è rapporto, possiamo soltanto manipolare la realtà. Possiamo pesarla, misurarla e calcolarla, e confrontare i diversi fattori tra di loro. Questo tipo di intelligenza ha lo stesso carattere di astrazione dei nostri sentimenti e delle nostre sensazioni. La ragione può a volte apparire un lusso, eppure l’esistenza individuale e la vita dell’umanità possono talora dipendere dalla capacità di utilizzare la ragione per arrivare al nocciolo del problema, anziché limitarsi a manipolare la realtà con l’ausilio di un processo di pensiero meramente intellettuale, superficiale, che non penetra mai dentro le cose e, perciò, non può neppure modificarle.

Crediti
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