Capire D'Annunzio è una delle cose più difficili
Se ciò che fa la fortuna d’un poeta è un elemento tutto pratico, è chiaro come D’Annunzio debba ora essere circondato di diffidenza. Le sue parole sono prive di avventura: i suoi miti sono oratori e abbondevoli. Ora noi tendiamo alla purezza: che ha un contenuto morale ben definito: elusione, sacramentalità verbale. Ma il caso D’Annunzio va energicamente rievocato: prima che un nuovo attivismo lo faccia suo vessillifero – sarà bene capirlo. Capire D’Annunzio è una delle cose più difficili, adesso.

Crediti
 Giorgio Manganelli
 I saggi non usano punti esclamativi
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Quotes per Giorgio Manganelli

[…] la letteratura è una misteriosa, emblematica epifania di parole, che agiscono anche dove tacciono: essa non teme le altezze della teologia positiva, e gli «abissi chiari» della teologia negativa; non ha luogo, ma penetra dovunque, anche nella preziosa forma dell'assenza; infine, è tormentosa e irrinunciabile; è la «cicatrice» che strazia e crea il mondo. Cancellatela; e anche la cancellazione sarà letteratura.  Laboriose inezie

Non pensate che queste mie labbra infantili e grinzose, senz'acqua da millenni, potrebbero muoversi, oh lievemente, per chiamare, dietro a tutte le nebbie, i miasmi di cui vivete, quel cadavere immortale, tondo nel cielo? Sono morto a diciott'anni: forse non ho consumato la mia voglia di giocare.

[La letteratura] è indifferente all'uomo. Mantiene i contatti con lui solo nella misura in cui costui cessa di essere umano.

Aveva sperimentato la tossicità dell'amore, ed aveva capito che la tossicità della distanza era solo alternativa alla tossicità dell'intimo.

Diteggia sul cuore umano, lavoralo, con la devozione professionale di una prostituta, la fantasia di un grande pianista, la gentilezza di un prete e soprattutto, dominalo; il cuore umano vuole violenza… Bisogna farlo uscire, il calore che c'è dentro, ma poi, c'è da dar fuoco a tutto il pianeta…