Carica di autodistruttività
Dal momento in cui veniamo alla luce, noi siamo i protagonisti di un processo di sviluppo e maturazione che si svolge sulla base di innumerevoli agenti dinamici, psicologici e relazionali, e che possiamo configurarci come il nostro progetto di vita.
Tale contesto progettuale, che Ernst Bernhard denominò costellazione fondamentale, è poi il compito esistenziale di ognuno, e il suo compimento è legato a molteplici fattori che concorreranno in vari modi alla sua attuazione: in generale, un progetto di vita che corrisponda alle proprie esigenze profonde, che permetta l’armonico dispiegarsi delle proprie potenzialità, è un progetto positivo.
Prendendo a prestito il concetto aristotelico di entelechia, cioè dello sviluppo di una potenzialità recante in sé la sua meta, possiamo dire che uno sviluppo psicologico positivo inerisce a un progetto per cui si diventa ciò che si è, e ciò che si diventa è la coerente conseguenza delle premesse iniziali.
Al contrario, i fattori eziologici più vari possono creare grossi ostacoli all’espressione di queste potenzialità, e concorrere a uno sviluppo distorto della personalità: le forme di ‘maturità negativa’ sono la conseguenza della continua negazione di quelle premesse psicologiche che avrebbero potuto assurgere a senso e a valore ma che invece hanno trovato sbocchi anomali e perversi.
Ogni atto dell’esistenza sarà allora mosso da una potente carica di autodistruttività, e ogni scelta sarà sottesa da una volontà nichilista di castrazione, di autolimitazione: l’uomo del sottosuolo giunge addirittura ad attuare un perverso meccanismo a spirale per il quale dal male verrà sempre più male, dalla dissolutezza sempre nuova distruzione, fino a cercare e trovare in fondo a quello sfacelo un piacere perverso.

Crediti
 • Aldo Carotenuto •
 • I Sotterranei dell'anima •
 • Pinterest • Amandine Van Ray  •  •

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