Causa funesta della coscienza
Manifestarsi, operare, in qualsiasi ambito, è cosa da fanatico più o meno camuffato. Se non ci si ritiene investiti di una missione, esistere è difficile; agire, impossibile.

Davanti a una tomba le parole gioco, impostura, scherzo, sogno si impongono. Impossibile pensare che esistere sia un fenomeno serio. Certezza di un raggiro in partenza, alla base. Sui frontoni dei cimiteri si dovrebbe incidere. Niente è tragico. Tutto è irreale.

Lo stesso sentimento di estraneità, di gioco inutile, ovunque io vada: fingo di interessarmi a ciò che mi è indifferente, mi dimeno per automatismo o per carità, senza essere mai partecipe, senza essere mai da nessuna parte. Ciò che mi attira è altrove, e questo altrove non so cosa sia.

Quando mi capita di essere occupato, non penso un solo istante al senso di alcunché, e ancora meno, è chiaro, di quello che sto facendo. È la prova che il segreto di ogni cosa risiede nell’atto e non nell’astensione, causa funesta della coscienza.

La conoscenza di sé, la più amara di tutte, è anche quella che viene coltivata di meno: a che serve sorprendersi dal mattino alla sera in flagrante delitto di illusione, risalire senza pietà alla radice di ogni atto, e perdere una causa dopo l’altra davanti al proprio tribunale?

Che cosa fai dalla mattina alla sera?
Mi subisco.

Crediti
 Emil Cioran
 L'inconveniente di essere nati
 SchieleArt •   • 




Quotes per Emil Cioran

Quando qualcosa non va, mi stendo sul letto, tiro le tende e aspetto.
Per la verità non aspetto niente, faccio il vuoto dentro di me, cerco di dimenticare tutto ciò che mi angustia, uomini o cose, cerco di dimenticare anche me, e resto disteso come se fossi in una bara in fondo all'universo. È questa la terapia della vacuità: rendersi assenti a tutto, immergersi nel più profondo di questa assenza e purificarvisi di tutte le brutture che offuscano e ingombrano la mente.  Quaderni

Hanno successo solo le filosofie e le religioni che ci lusingano, lo facciano in nome del progresso o dell'inferno. Dannato o no, l'uomo prova un bisogno assoluto di essere al centro di tutto. Anzi, unicamente per questa ragione è uomo, è diventato uomo. E se un giorno non provasse più quel bisogno, sarebbe costretto a eclissarsi a vantaggio di un altro animale più orgoglioso e folle.  L'inconveniente di essere nati

Non sono un reazionario. Vado ben oltre. Un giorno Henri Thomas mi ha detto: «Lei è contro tutto ciò che è successo dal 1920 in poi», e io gli ho replicato: «No, da Adamo in poi! ».  Un apolide metafisico

Il fatto che la vita non abbia alcun senso è una ragione di vivere - la sola, del resto.

La mia tesi è che l’umanità scomparirà quando saranno scoperti i farmaci per tutte le malattie.  Un apolide metafisico