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C'era una volta un piccolo scaffale

Poiché la vita fugge e chi tenta di ricacciarla indietro
rientra nel gomitolo primigenio dove potremo occultare,
se tentiamo con rudimenti o peggio di sopravvivere,
gli oggetti che ci parvero non peritura parte di noi stessi?
C’era una volta un piccolo scaffale che viaggiava con Clizia,
un ricettacolo di Santi Padri e di poeti equivoci che forse
avesse la virtù di galleggiare sulla cresta delle onde
quando il diluvio avrà sommerso tutto.
Se non di me almeno qualche briciola di te
dovrebbe vincere l’oblio.
E di me? La speranza è che sia disperso il visibile

e il tempo che gli ha dato la dubbia prova che questa voce È
(una E maiuscola, la sola lettera dell’alfabeto che rende possibile
o almeno ipotizzabile l’esistenza).
Poi sovente hai portato occhiali affumicati e li hai dimessi
del tutto con le pulci di John Donne) preparati al gran tuffo.
Fummo felici un giorno, un’ora un attimo
e questo potrà essere distrutto?
C’è chi dice che tutto ricomincia eguale come copia
ma non lo credo neppure come augurio.
L’hai creduto anche tu?
Non esiste a Cuma una sibilla che lo sappia.
E se fosse, nessuno sarebbe così sciocco da darle ascolto.


Crediti
 Eugenio Montale
 Pinterest • Donata Wenders  • 




Quotes per Eugenio Montale

Chissà se un giorno butteremo le maschereche portiamo sul volto senza saperlo.
Per questo è tanto difficile identificare
gli uomini che incontriamo.
Forse fra i tanti, fra i milioni c'è
quello in cui viso e maschera coincidono
e lui solo potrebbe dirci la parola
che attendiamo da sempre. Ma è probabile
ch'egli stesso non sappia il suo privilegio.

E senti allora, se pure ti ripetono che puoi, fermarti a mezza via o in alto mare, che non c'è sosta per noi, ma strada, ancora strada, e che il cammino è sempre da ricominciare.

Finché un lampo d'oltremondo distrugga
quell'immenso cascame in cui viviamo.
Ci troveremo allora in non so che punto
se ha un senso dire punto dove non è spazio
[...]
Ho tanta fede che mi brucia; certo
chi mi vedrà dirà è un uomo di cenere
senz'accorgersi ch'era una rinascita.

Spenta l'identità
si può essere vivi
nella neutralità
della pigna svuotata dei pinoli
e ignara che l'attende il forno.
Attenderà forse giorno dopo giorno
senza sapere di essere sé stessa.

Pensai presto, e ancora penso, che l'arte sia la forma di vita di chi veramente non vive: un compenso o un surrogato.