Che cosa dobbiamo scegliere allora?
Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo. Ma nella poesia d’amore di tutti i tempi la donna desidera essere gravata dal fardello del corpo dell’uomo. Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l’immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l’assenza assoluta di un fardello fa sì che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? La pesantezza o la leggerezza?

Crediti
 Milan Kundera
 L'insostenibile leggerezza dell'essere
 SchieleArt •   • 




Quotes per Milan Kundera

Sapeva naturalmente che la sua decisione era il colmo dell'ingiustizia, che Franz era l'uomo migliore che avesse mai avuto, che era intelligente, che capiva i suoi quadri, che era bello, che era buono, ma più se ne rendeva conto e più desiderava fare violenza a quell'intelligenza, a quella bontà, fare violenza a quella forza impotente.  L'insostenibile leggerezza dell'essere

Aveva un desiderio terribile di dirgli, come la più banale delle donne: non lasciarmi, tienimi con te, dòmami, soggiògami, sìi forte! Ma erano parole che non poteva né sapeva pronunciare. Quando l'ebbe sciolto dall'abbraccio, disse soltanto: - Come sono felice di essere con te -. Con il suo carattere riservato, era il massimo che potesse dire.  L'insostenibile leggerezza dell'essere

Solo le domande più ingenue sono veramente serie. Sono domande per le quali non esiste risposta. Una domanda per la quale non esiste risposta è una barriera oltre la quale non è possibile andare.

Ma che cosa sono la bellezza o la bruttezza di fronte all'amore? Cos'è la bruttezza di un viso di fronte al sentimento nella cui grandezza si rispecchia l'assoluto stesso?

L'ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa.