
È come se non fossi tuo marito. Come se non avessimo mai vissuto insieme come marito e moglie. Com’eri allora? Per me il tuo viso è ancora bellissimo, ma non è quello per cui Michael Furey sfidò la morte. Perché questo accavallarsi di emozioni dentro di me? Cosa le ha destate? Il viaggio in carrozza? La sua indifferenza quando le ho baciato la mano? La festa delle zie? Il mio stupido discorso? Il vino, le danze, la musica? Povera zia Giulia, con quell’espressione sofferente negli occhi occhi mentre cantava Ornata per le nozze. Presto sarà anche lei un’ombra fra le ombre, come Patrick Morkan e il suo cavallo. Presto forse mi troverò seduto in quel salotto vestito a lutto. Le persiane saranno chiuse. E io fluirò nella mia mente per cercare parole di consolazione. Ma ne troverò soltanto di banali ed inutili. Sì sì, accadrà molto presto. Si, i giornali hanno ragione, la neve copre tutta l’Irlanda; cade su tutta la pianura centrale, sulle colline senza alberi, cade silenziosa sulla palude di Allen e ancora più a ovest cade morbida, sulle acque scure e tumultuose dello Shannon. Uno per uno tutti diventeremo ombre. Meglio passare all’altro mondo baldanzosamente nella piena gloria di qualche passione, piuttosto che appassire e spegnersi lentamente di vecchiaia. Per quanto tempo hai tenuto chiuso nel cuore il ricordo degli occhi del tuo innamorato, mentre ti diceva che non voleva vivere? Io non ho mai provato niente di simile per nessuna donna, ma so che questo sentimento dev’essere l’amore. Penso a tutti quelli che sono esistiti sin dall’inizio dei tempi, e a me come loro di passaggio, vacillante, verso il grigio mondo d’ombre; come ogni cosa intorno a me, anche questo stesso solido mondo in cui essi hanno vissuto sta per dissolversi e sparire. Cade la neve, cade nel cimitero solitario dove giace sepolto Michael Furey, cade leggera su tutto l’universo, cade lenta, come la discesa della loro ultima fine, su tutti i vivi, e sui morti.
Che povera parte ho avuto nella tua vita
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