
Colei che viene lasciata indietro, la donna in attesa, dovrebbe essere una sorta di sposa di marinaio che non ha idea del destino, dei pericoli e delle avventure da cui il suo amato […] ritornerà un giorno […]
Ed è pensabile che la donna, che lo ha atteso intenta in faccende silenziose e abituali, non lasci trapelare nessuna paura, nessun’ansia, nessun rimprovero, non versi neppure la più piccola lacrima di delusione? È pensabile che si limiti a rimanere lì, come la casa – chiara di giorno e indescrivibilmente silenziosa di notte -, come il giardino, come la semplice finestra che si apre all’altezza della scala […]? È pensabile che lei sia l’amore, l’amore infinitamente incurante, sempre pieno e completo (e quindi privo di pretese e desideri)? Sì, un ritorno con una simile accoglienza è un pensiero immenso, sarebbe come una morte felice, come una resurrezione.
Ma ti dico che non è pensabile. […] Perché se anche accadesse, allora, dopo, lui non avrebbe più la forza di dire addio, dovrebbe restare, si siederebbe in giardino, sotto un’enorme campana di vetro; lì dentro vedrebbe il mondo trasformarsi in una lontana finzione come prima vedeva la realtà mutare al di là di ogni comprensione, travestirsi e farsi piccola. […] e alla fine l’indicibile amore che lo circonda diventerebbe l’amore con cui si amano i morti.
Quando si conosce la propria felicità e si vuole continuare ad abitarla, allora essa muore, diviene come una mosca nell’ambra: un punto nero, piccolo, morto, immerso nel bel giallo di una felicità morta a sua volta. E perché questo non accada, perché lui riparta e lei lo lasci andare, quando la caravella è di nuovo pronta a salpare, ah Benvenuta, che eroi dovrebbero essere entrambi! Durissimi, inscalfibili eroi. Vedi, me ne rendo conto per la prima volta, parlare d’amore significa parlare di durezza.
La vita comincia ogni giorno
20 Febbraio 1914A Magda von Hattingberg
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