Ci mandano alla Caienna!
Una volta andammo in Provenza io, Gassman e Tognazzi. Andiamo a mangiare in un albergo che era anche uno dei più rinomati templi della cucina francese. Gassman era già un attore di fama internazionale e Ugo, dopo La grande bouffe, in Francia era una star. Accoglienza regale, tappeti rossi, il miglior tavolo, salamelecchi. Ordiniamo un pranzo barocco. Finite le consultazioni con il capocameriere, arriva solennemente il feudale sommelier, con relativo codazzo di vassalli. Colpo di scena: Gassman ordina uno Chàteau Laffitte Rothschild, il bordeaux più caro del mondo (una bottiglia, quattro milioni di lire, di allora, cioè anni Settanta). Alzando un sopracciglio, il sommelier galvanizza i suoi vassalli, che dalle segrete del maniero recano in processione l’inestimabile bottiglia, deposta nel cestino come Gesù bambino nella mangiatoia. Ha inizio il rituale bizantino della stappatura. Il sommelier mostra l’etichetta, svolazza il tovagliolo sulla bottiglia, circoncide la ceralacca, stappa come disinnescando una bomba inesplosa, risvolazza il tovagliolo sulla bottiglia, annusa il tappo, lo depone nel piattino di porcellana, caraffa minuziosamente il vino illuminando con la candela il collo della bottiglia per monitorare l’eventuale bruscolo di fondiglio, e trionfalmente, con una voluta barocca, versa il vino a Gassman. Distaccato, altero, Gassman assaggia. L’intera tradizione del teatro classico europeo si trasfonde in una pausa magistrale. Poi, con un sottotesto di lieve malinconia, il giudizio definitivo: Sa di tappo. Il sommelier incassa da par suo, e inchinandosi con ossequio monacale al sacro cliente, ricomincia senza batter ciglio l’intera celebrazione. Tutto si svolge esattamente come prima, tranne che in sala aleggia una suspense insostenibile. Ugo suda, si agita sulla sedia. Gassman, da grande, grandissimo attore, non batte ciglio. Viene il momento del verdetto. Gassman si bagna le labbra, e in controtempo emette la sentenza: “Sa di tappo”. Il sommelier vacilla, e capisce che per lui, a questo tavolo si rilancia troppo alto. Fa chiamare il direttore. Il richiamo si propaga per la sala. Ugo è nel panico assoluto e mormora: Ci denunciano! Andiamo via, ci denunciano, ci mandano alla Caienna!. Si materializza il direttore, ci guarda in faccia, prende il bicchiere, assaggia, e guardando fisso Gassman decreta: No! e se ne va. Ugo, ormai in deliquio, trasecola per il sollievo: la beffa è finita, e noi siamo ancora lì, sani e salvi. Perché a Ugo piaceva giocare e scherzare, ma nella sua bonarietà, nella sua semplicità, non reggeva la beffa a questi livelli di rischio e di estremismo.

Crediti
 • Paolo Villaggio •
 • egon pin •  •  •  •
Similari
 ⋯ Il mercantile
230% IneditiSergio Parilli
Magari è troppo presto, ma i sognatori, hanno sempre lo sguardo perso, sicuramente piacevole nei loro pensieri e sorridono… ma, anche se sono solo due righe con due soli sostantivi, l’emozione è sempre la stessa per il poeta. Siamo nel periodo di un’attra⋯
 ⋯ Sapere di non essere
120% IneditiSergio Parilli
Ho rivisto finalmente a Julián. Veniva da altri mondi non sconosciuti per lui, visto che è riuscito a tornare senza bussola. Non era tenuto a tornare, anche perché se stava bene dove era arrivato poteva restarci in eterno, visto che era previsto un viaggi⋯
 ⋯ Berenice
80% ArticoliEdgar Allan PoeRacconti
La sventura ha molti aspetti; la miseria sulla terra è multiforme. Domina il vasto orizzonte come l’arcobaleno e i suoi colori sono altrettanto variati, altrettanto distinti eppure strettamente fusi. Domina il vasto orizzonte come l’arcobaleno. In che mod⋯
 ⋯ Racconto Azzurro
69% ArticoliMarguerite YourcenarRacconti
I mercanti venuti dall’Europa erano seduti sul ponte, davanti al mare blu nell’ombra color indaco delle vele ampiamente rappezzate di grigio. Il sole cambiava senza posa di posto tra i cordami e il rullio lo faceva saltar via come una palla da una rete co⋯
La favola dei maiali arrostitiLa favola dei maiali arrostiti
63% Gustavo F. J. CiriglianoRacconti
Racconta il vecchio professore che una volta una foresta prese fuoco in cui c’erano dei maiali che furono arrostiti. Gli uomini, abituati a mangiare carne cruda, li assaggiarono e poi, ogni volta che volevano mangiare maiali arrostiti, incendiavano la for⋯
 ⋯ Ho cenato con il Sig. Friedrich
42% AnonimoRacconti
Ha voluto raggiungermi in questa giornata fredda carica di propositi, sembra essersi accorto che in una piccola provincia del sud vive una donna refrattaria ai vaneggi. – Posso cenare con lei? – Sarebbe un onore per me, Sig. Friedrich – Non amo cenare con⋯