Il cifrario può andar perduto
La proposizione che nei campi della comunicazione, dell’organizzazione del pensiero, dell’apprendimento e dell’evoluzione dal nulla nasce nullasenza informazione è di particolare interesse. Questa legge differisce dalle leggi della conservazione dell’energia e della massa in quanto non contiene alcuna clausola che neghi la distruzione e la perdita d’informazione, di struttura o di entropia negativa. La struttura e/o l’informazione, ahimè (ma anche per fortuna), vengono divorate fin troppo facilmente dal casuale. I messaggi e le direttrici per l’ordine esistono solo, per così dire, sulla sabbia o sono scritti sull’acqua: quasi ogni disturbo, anche il semplice moto browniano, li distrugge. L’informazione può essere dimenticata o offuscata. Il cifrario può andar perduto. I messaggi cessano di essere tali quando nessuno li può leggere. Senza la stele di Rosetta non sapremmo nulla di quanto era scritto nei geroglifici egiziani: essi sarebbero solo eleganti decorazioni sui papiri o sulla pietra. Per avere significato – finanche per essere riconosciuta come struttura – ogni regolarità deve incontrarsi con regolarità, o forse abilità complementari, e tali abilità sono evanescenti quanto le strutture stesse. Anch’esse sono scritte sulla sabbia o sull’acqua. La genesi dell’abilità di reagire al messaggio costituisce il rovescio, l’altra faccia del processo evolutivo. È la coevoluzione. Paradossalmente la profonda verità parziale che dal nulla nasce nulla nel mondo dell’informazione e dell’organizzazione incontra una contraddizione interessante nel fatto che zero, l’assenza completa di ogni evento indicativo, può essere un messaggio. La larva della zecca si arrampica su un albero e resta in attesa su uno dei rami esterni; se fiuta esalazioni di sudore, si lascia cadere e può darsi che vada a finire su un mammifero; ma se non fiuta il sudore di lì a qualche settimana, si lascia cadere e va ad arrampicarsi su un altro albero. La lettera che non scriviamo, le scuse che non porgiamo, il cibo che non mettiamo fuori per il gatto possono essere tutti messaggi sufficienti ed efficaci, poiché‚ zero può aver significato in un contesto; e il contesto lo crea chi riceve il messaggio. Questa capacità di creare il contesto è l’abilità del ricevente, e acquisirla è la sua parte della coevoluzione di cui dicevo sopra. Egli deve acquisire questa abilità mediante l’apprendimento o mediante una felice mutazione, cioè mediante una fortunata incursione nel casuale. Il ricevente in un certo senso dev’essere pronto per la scoperta giusta quando essa arriva.

Crediti
 Gregory Bateson
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Quotes per Gregory Bateson

Qualcuno può trovare molto difficile, vedere ciò che è ovvio. Questo accade perché le persone sono sistemi autocorrettivi: essi sono autocorrettivi nei confronti di ciò che disturba, e se la cosa ovvia non è di un genere che essi possono facilmente assimilare senza fastidio interiore, i loro meccanismi autocorrettivi si attiveranno per metterla da parte, per nasconderla, addirittura fino al punto di far loro chiudere gli occhi, se necessario.

Così come esiste un'ecologia delle erbe cattive, esiste un'ecologia di cattive idee.

Il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il sano e il folle, il comico e il serio... perfino l'amore e l'odio, sono tutti temi che oggi la scienza evita. Ma tra pochi anni, quando la spaccatura fra i problemi della mente e i problemi della natura cesserà di essere un fattore determinante di ciò su cui è impossibile riflettere, essi diventeranno accessibili al pensiero formale.

Il rigore da solo è morte per paralisi, ma l'immaginazione da sola è la pazzia.

Noi creiamo il mondo che percepiamo, non perché non esiste la realtà fuori dalla nostra mente, ma perché scegliamo e modifichiamo la realtà che vediamo in modo che si adegui alle nostre convinzioni sul mondo in cui viviamo; si tratta di una funzione necessaria al nostro adattamento e alla nostra sopravvivenza.