Cinema, corpo e cervello, pensiero
L’operazione di Rocha sui miti del Brasile, la sua critica interna, doveva in un primo tempo manifestare al di sotto del mito, un vissuto attuale che stesse come l’intollerabile, l’invivibile, l’impossibilità di vivere ora in questa società (Il dio nero e il diavolo biondo, Terra in trance); in seguito si trattava di strappare all’invivibile un atto di parole che non si potesse far tacere, un atto di fabulazione che non fosse un ritorno al mito ma una produzione di enunciati collettivi in grado di elevare la miseria a una strana positività, l’invenzione di un popolo (Antonio das Mortes…). La trance, la messa in trance è una transizione, un passaggio o un divenire, rende l’atto di parola possibile, attraverso l’ideologia del colonizzatore, i miti del colonizzato, i discorsi dell’intellettuale. L’autore mette in trance le parti, per contribuire all’invenzione del proprio popolo.

Crediti
 Gilles Deleuze
 L'immagine-tempo
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