Ciò che sostiene l'universo è il vuoto
Il libro è senza autore, perché si scrive a partire dalla scomparsa parlante dell’autore. Ha bisogno dello scrittore, che è assenza e luogo dell’assenza. Il libro è libro, quando non rimanda a qualcuno che l’abbia fatto, purificato dal suo nome, liberato dalla sua esistenza come dal senso proprio di colui che lo legge. Bisogna allora comprendere l’importanza del vuoto. Ciò che porta e sostiene l’universo è il vuoto. Nella scrittura il vuoto è l’assenza, il bianco. La parola scritta è fatta di vuoto. C’è bisogno dello spazio vuoto, di silenzio fra una parola e l’altra perché le parole siano leggibili. Non si possono leggere le parole scritte se non c’è uno spazio fra loro e la frazione di silenzio fra le parole dette ne permette l’udibilità. La parola è allora qualcosa che è scritto su un vuoto, inciso sul vuoto, come se potesse esserci una parola detta attraverso il vuoto. Senza una distanza fra le persone che parlano non vi sarebbe udibilità.