Il dolce panorama scheletrico del mondo ⋯ Dal giardino una canzone si rompe in catena fievole di singhiozzi: la vena è aperta: arido rosso e dolce è il panorama scheletrico del mondo.
Dino Campana Canti orfici
Poesia orfica, Poesia visionaria, Raccolta di poesieIl mare insegna il lavoro del fare e disfare ⋯ Preferisco il rumore del mare
Che dice fabbricare fare e disfare
fare e disfare è tutto un lavorare
Ecco quello che so fare.Dino Campana Canti orfici
Poesia del novecento, Orfismo, Raccolta poeticaL'alchimista che trasforma il dolore in sangue ⋯ Io sono indifferente, io che vivo al piede di innumerevoli calvari. Tutti mi hanno sputato addosso dall'età di 14 anni, spero che qualcheduno vorrà al fine infilarmi. Ma sappiate che non infilerete un sacco di pus, ma l'alchimista supremo che del dolore ha fatto sangue. Urrah! io voglio infilare od essere infilato in odio ai sacchi di pus coperti di futurismo.
Dino Campana Canti Orfici
Poesia crepuscolare, Prosa poetica, Raccolta poeticaL'ansia di scoprire il segreto delle stelle ⋯ ...la mia vita era tutta un'ansia del segreto delle stelle, tutta un chinarsi sull'abisso.
Dino Campana Canti orfici
Poesia del novecento, Orfismo, Raccolta poeticaLa dolce musica di un ricordo ⋯ Ecco le rocce, strati su strati, monumenti di tenacia solitaria che consolano il cuore degli uomini. E dolce mi è sembrato il mio destino fuggitivo al fascino dei lontani miraggi di ventura che ancora arridono dai monti azzurri: e a udire il sussurrare dell'acqua sotto le nude rocce, fresca ancora delle profondità della terra. Così conosco una musica dolce nel mio ricordo senza ricordarmene neppure una nota: so che si chiama la partenza o il ritorno: conosco un quadro perduto tra lo splendore dell'arte fiorentina colla sua parola di dolce nostalgia: è il figliuol prodigo all'ombra degli alberi della casa paterna. Letteratura? Non so. Il mio ricordo, l'acqua è così.
Dino Campana Canti Orfici
Poesia del novecento, Orfismo, Letteratura italianaNotte ardente tra vichi e mare ⋯ Salivano voci e voci e canti di fanciulli e di lussuria per i ritorti vichi dentro dell'ombra ardente, al colle al colle. A l'ombra dei lampioni verdi le bianche colossali prostitute sognavano sogni vaghi nella luce bizzarra al vento. Il mare nel vento mesceva il suo sale che il vento mesceva e levava nell'odor lussurioso dei vichi, e la bianca notte mediterranea scherzava colle enormi forme delle femmine tra i tentativi bizzarri della fiamma di svellersi dal cavo dei lampioni.
Un collegamento fragile con l'eterno ⋯ Qual ponte abbiamo noi gettato sull'infinito, che tutto ci appare ombra di eternità?
Dino Campana Canti orfici
Poesia, Decadentismo, Letteratura italianaUn incanto sereno come i sogni del tirreno ⋯ Tu mi portavi un po' d'alga marina
Nei tuoi capelli ho accolto odor di vento
Sui tuoi ginocchi tu bronzina a te
. . .
Sui miei ginocchi tu bronzina, quale
Lieve bronzina quale
Liev'ombra di necessità: te cingendo, che va:
Per l'anima tua sciolta
Tu sciolta un incanto sereno
Così come i sogni che porta
Scirocco sul mare Tirreno.Dino Campana Canti orfici
Ermetismo, Poesia del novecento, PoesiaLa voluttà del silenzio stellato ⋯ Quiere Usted Mate? uno spagnolo mi profferse a bassa voce, quasi a non turbare il profondo silenzio della Pampa.
Le tende si allungavano a pochi passi da dove noi seduti in circolo in silenzio guardavamo a tratti furtivamente le strane costellazioni che doravano l'ignoto della prateria notturna.
Un mistero grandioso e veemente ci faceva fluire con refrigerio di fresca vena profonda il nostro sangue nelle vene: – che noi assaporavamo con voluttà misteriosa come nella coppa del silenzio purissimo e stellato.
Quiere Usted Mate? Ricevetti il vaso e succhiai la calda bevanda.Dino Campana La pampa
Poesia in prosa, Letteratura di viaggio, OrfismoIl viaggio d'amore tra le rose ⋯ In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose.Dino Campana Un viaggio chiamato amore. Carteggio 1916-1918
Poesia del novecento, Epistolario, Letteratura italiana
Citazioni
Citazioni di: Dino Campana
