Citazioni della categoria: Letteratura italiana
  • Smarrirsi nell'azzurro della notte  ⋯  Venne in cerca di te
    nella calda notte, lungo le strade dai fanali azzurri.
    Tutte le strade, allora, la notte erano azzurre
    come le vie dei cieli,
    e il volto amato
    non si vedeva: si sentiva in cuore.
    E ti trovò, o dolcezza, nell'ombra
    casta, velata d'un vapor di stelle.
    Fra quel tremolio d'astri
    discesi in terra,
    in quell'azzurro di due firmamenti
    l'uno a specchio dell'altro, ella ella pure
    rispecchiò in te l'anima sua notturna.
    E ti seguì con passo da bambina
    senza sapere, senza vedere, tacita e fluida.
    E allor che il giorno apparve
    con fresco riso roseo su l'immenso turchino,
    non trovò più sé stessa | per ritornare.

     Ada Negri    Il libro di Mara
     Poesia del novecento, Crepuscolarismo, Letteratura italiana

  • La gratitudine per il tormento d'amore  ⋯  Io ti ringrazio, Amore, d'ogni pena e tormento, e son contento ormai d'ogni dolore.

     Agnolo Poliziano    Rime
     Umanesimo, Poesia lirica, Letteratura italiana

  • Attesa della posta e felicità  ⋯  Peccato che si capisca di aver conosciuta la felicità solo quando è finita. [...] Allora non sapevo di essere innamorata; a poco a poco ti accorgi che un tarlo ti rode l'animo e la salute, che qualcuno ti è divenuto più necessario dell'aria che respiri...
    [...]
    Adesso io vivo aspettando l'arrivo della posta. Spesso la posta non mi porta nulla, ma intanto io ho atteso quell'ora con speranza; e quando, bene o male, è passata, comincio ad attendere con eguale speranza il giorno seguente. Se un giorno il postino arrivasse inatteso, sarebbe il primo segno del declino. Non è vero?

     Alba de Céspedes    Nessuno torna indietro
     Narrativa, Letteratura italiana

  • L'indifferenza segno di un animo sfiorito  ⋯  Ma quando arriviamo ad essere indifferenti agli apprezzamenti altrui, è segno che molte cose per noi sono già sfiorite. Quando non ci affliggiamo più delle sconfitte, è segno che non crediamo più nelle vittorie. Che la vita scorre sopra di noi senza farci né bene né male.

     Alba de Céspedes    Nessuno torna indietro
     Letteratura italiana del novecento, Romanzo psicologico, Narrativa

  • Glorie e dolori della patria  ⋯  Amo tutto di lei: la striscia turchese del suo mare, il verde oscuro delle montagne e dei boschi... È il mio luogo prediletto, la mia terra. Sconosciuta, senza dubbio lontana mi ha ricevuto al nascere … e io vivendo l'ho scelta senza dubbio per le sue glorie e i suoi dolori.

     Alba De Céspedes    Prima e dopo
     Letteratura italiana, Narrativa

  • Chi può dimenticare di essere stata padrona  ⋯  A casa, ormai, non si può più tornare. I genitori non dovrebbero mandarci in città. Dopo, anche se torniamo, siamo cattive figlie, cattive mogli. Chi può dimenticare di essere stata padrona di sé stessa? E, per i nostri paesi, aver vissuto sole in città vuol dire essere donne perdute. Quelle che sono rimaste, che sono passate dall'autorità del padre a quella del marito, non ci perdonano di aver avuto la chiave della nostra camera, di uscire e di entrare all'ora che vogliamo. E gli uomini non ci perdonano di aver studiato, di saperne quanto loro.

     Alba de Céspedes    Nessuno torna indietro
     Letteratura italiana, Romanzo, Femminismo

  • La libertà imperdonabile di una donna  ⋯  I genitori non dovrebbero mandarci in città. Dopo, anche se torniamo, siamo cattive figlie, cattive mogli. Chi può dimenticare di essere stata padrona di sé stessa? E, per i nostri paesi, aver vissuto sole in città vuol dire essere donne perdute. Quelle che sono rimaste, che sono passate dall'autorità del padre a quella del marito, non ci perdonano di aver avuto la chiave della nostra camera, di uscire e di entrare all'ora che vogliamo. E gli uomini non ci perdonano di aver studiato, di saperne quanto loro.

     Alba de Céspedes    Nessuno torna indietro
     Romanzo, Femminismo, Letteratura italiana

  • Il bisogno disperato di una meta  ⋯  L'angoscia l'opprimeva: avrebbe voluto fermare uno di quei passanti, prenderlo per il bavero, domandargli dove andasse, perché corresse a quel modo; avrebbe voluto avere uno scopo qualsiasi, anche ingannevole, e non scalpicciare così, di strada in strada, fra la gente che ne aveva uno. Dove vado?; un tempo, a quel che pareva, gli uomini conoscevano il loro cammino dai primi fino agli ultimi passi; ora no; la testa nel sacco; oscurità; cecità; ma bisognava pure andare in qualche luogo; dove?

     Alberto Moravia    Gli indifferenti
     Letteratura italiana, Esistenzialismo, Romanzo

  • Prigione dell'abitudine  ⋯  L'abitudine è la più crudele delle prigioni perché ci costringe a guardare un volto conosciuto senza vedervi più nulla di nuovo.

     Alberto Moravia    Gli indifferenti
     Narrativa, Letteratura italiana

  • L'impossibilità di essere come gli altri  ⋯  Ho sempre desiderato essere come gli altri ma ho capito che non avrei mai potuto

     Alberto Moravia    Il conformista
     Letteratura italiana, Romanzo, Esistenzialismo

  • L'omicidio della diversità  ⋯  Marcello Clerici uccise il professore Quadri non perché credesse nel fascismo, ma perché voleva essere normale. La normalità era la sua ossessione, la sua religione, il suo unico valore. Vedeva nell'omosessualità del professore un'alterità che lo terrorizzava, una diversità che minacciava la sua fragile identità. Uccidendo, non serviva il regime; serviva se stesso, la propria necessità di appartenere a un ordine rassicurante. Il conformismo è la forma più subdola di violenza perché si nasconde dietro la maschera della rispettabilità.

     Alberto Moravia    Il conformista
     Letteratura italiana, Romanzo psicologico

  • La morte di Pasolini fu una catastrofe personale  ⋯  Ciò che mi ha colpito di più è il fatto di non potere più camminare per chilometri. I miei coetanei sono morti. I miei amici sono tutti molto più giovani di me. Hanno tra trenta e quaranta anni. Non sono un uomo che gradisce avere una corte attorno a sé, come era il caso di Visconti. I miei amici hanno con me relazioni paritetiche. Ad esempio, ero molto legato a Pasolini, che aveva cinquantasei anni nel 1975 quando fu assassinato. Era quasi un fratello per me. Avevamo viaggiato insieme in Africa, in Marocco, in India. Ho vissuto la sua morte come una catastrofe personale.

     Alberto Moravia    Intervista a L'Express
     Letteratura italiana, Intervista

  • Il desiderio paralizzato dal suo contrario  ⋯  Ciò che mi colpiva, soprattutto, era che non volevo fare assolutamente niente, pur desiderando ardentemente fare qualche cosa. Qualsiasi cosa volessi fare mi si presentava accoppiata come un fratello siamese al suo fratello, al suo contrario che, parimenti, non volevo fare. Dunque, io sentivo che non volevo vedere gente ma neppure rimanere solo, che non volevo restare in casa ma neppure uscire, che non volevo viaggiare ma neppure continuare a vivere a Roma, che non volevo dipingere ma neppure non dipingere, che non volevo restare sveglio ma neppure dormire, che non volevo fare l'amore ma neppure non farlo, e così via.

     Alberto Moravia    La noia
     Romanzo, Esistenzialismo, Letteratura italiana

  • Il malessere di una celebrazione vuota  ⋯  La solitudine è un mal di testa che cresce nel silenzio, un giorno festivo senza luce né parole

     Alberto Moravia    La noia
     Romanzo, Esistenzialismo, Letteratura italiana

  • La noia come fine dell'esistenza  ⋯  Moravia vede nella noia la fine, senza tormento si muore o ci si scanna

     Alberto Moravia    La noia
     Letteratura italiana, Esistenzialismo, Romanzo

  • Le affinità elettive nelle relazioni  ⋯  Le amicizie non si scelgono per caso, ma secondo le passioni che ci dominano.

     Alberto Moravia    La noia
     Letteratura italiana, Esistenzialismo, Romanzo

  • Natura della noia  ⋯  La noia è la mancanza di rapporto con le cose, l'impossibilità di possederle veramente anche quando le abbiamo a portata di mano.

     Alberto Moravia    La noia
     Narrativa, Letteratura italiana

  • I canoni di bellezza sono un desiderio indotto  ⋯  Anche il dogma altezza mezza bellezza convoglia un desiderio indotto; il desiderio di scalzarti dalla tua natura con mezzi impropri quando le tue fattezze non corrispondono al canone industrial-estetico del momento, un canone dispoticamente immaginifico, e da quel solo fiocco di disistima di sé alla valanga di odio che ti sotterra da vivo è un tutt'uno.

     Aldo Busi    Manuale della perfetta gentildonna
     Letteratura italiana contemporanea, Critica sociale, Romanzo

  • La mia carica d'amore parte da subito  ⋯  C'è gente che mette ogni energia nell'andare alla ricerca d'amore e, una volta trovatolo, è così esausta dal girovagare forsennato di prima che non fa più niente dopo. Io invece per l'amore non faccio niente prima, mi riservo di dare la carica a partire dal primo istante che qualcuno è d'accordo nell'accettarlo e nel restituirmelo.

     Aldo Busi    Manuale della perfetta gentildonna
     Letteratura italiana contemporanea, Riflessione sull'amore, Romanzo

  • L'amore non si cerca l'amore ti trova  ⋯  Io credo che l'amore non si debba cercare, l'amore ti capita incontro e addosso, l'amore non si cerca, l'amore si trova, puoi cercare di appianare la vita di tutti i giorni con il compromesso, l'oculatezza, la pazienza, il timore, il coraggio e persino la viltà e il rischio perché tutto ciò dipende da te, ma non puoi esaltarla, perché questo dipende da un altro.

     Aldo Busi    Un cuore in meno
     Letteratura italiana contemporanea, Riflessione sull'amore, Romanzo

  • Portare le paure con dignità  ⋯  C'è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare.

     Alessandro Baricco    Castelli di rabbia
     Letteratura italiana contemporanea, Riflessione sulla dignità, Romanzo

  • La narrazione come ultima risorsa  ⋯  Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla.

     Alessandro Baricco    Novecento (monologo teatrale)
     Letteratura italiana, Monologo teatrale